«Comprare il Gloria?  Servono 300mila euro  ma ora è possibile»
L’esterno del cinema Gloria di via Varesina. Corsa contro il tempo per l’acquisto dell’edificio

«Comprare il Gloria?

Servono 300mila euro

ma ora è possibile»

Lettera a tutti i soci del Circolo Arci Xanadù. «La trattativa con i proprietari è a buon punto». Sondaggio prima di lanciare la raccolta fondi pubblica

Dalle parte di via Varesina lo chiamano «ottimismo necessario». Che l’impresa è tutt’altro che facile e che passare dalle promesse alla raccolta fondi è sempre un’impresa ardua. Ma sul futuro del cinema Gloria, ovvero sul fatto che resti uno spazio culturale e di spettacolo aperto alla città, il circolo Arci Xanadù - che gestisce la sala - giova la carta dell’ottimismo. E in occasione della fine dell’anno invia una mail a tutti i soci per lanciare un sondaggio: siete disposti a sostenerci?

Riassumiamo la questione. Lo scorso mese di settembre Massimo Corino, proprietario della storica sala cinematografica di Rebbio, aveva annunciato che in occasione con la scadenza del contratto d’affitto con il circolo Arci (maggio 2020) l’edificio sarebbe stato venduto.

In questi mesi Xanadù ha dato vita a una serie di progetti per verificare la possibilità di acquistare la sala ed Enzo D’Antuono, presidente del circolo, sceglie di vedere positivo: «Con la proprietà stiamo discutendo e stiamo lavorando a un punto d’incontro sia sulla cifra finale che sulla modalità del pagamento. Ma posso dire che siamo vicini a un’intesa e a un accordo di massima». Che è un buon punto di partenza, anche se il traguardo resta molto distante.

«Poi, ovviamente, dobbiamo muoverci per trovare i soldi necessari per compare la sala» e, a riguardo, serve una cifra che, anche se gli interessati non voglio rivelare, si piazza verosimilmente attorno alla metà strada tra il mezzo milione e il milione di euro.

Come arriveranno quei fondi? «Ci stiamo confrontando con la banca - prosegue ancora D’Antuono - per verificare la possibilità di un mutuo». Il resto dei soldi (trecentomila euro) dovrebbe però metterlo i soci o dovrebbero arrivare attraverso campagne di raccolta fondi e di sensibilizzazione con la città. Ma prima di lanciare l’appello, i responsabili del circolo hanno deciso di inviare ai soci un questionario: «Stiamo preparando un piano d’acquisto che prevede tra le altre, anche una sorta di azionariato popolare che contribuisca a raccogliere parte della somma necessaria all’acquisto dello stabile. Una grande azione collettiva capace di preservare lo spazio e la sua funzione».

«Le prime risposte - sottolinea D’Antuono - sono positive. In molti ci hanno confermato la disponibilità a darci una mano. Insomma, i presupposti per lanciare la campagna di raccolta fondi ci sono. Ma la decisione la prenderemo a fine gennaio». Il mese della svolta, però, sarà maggio: «Alla fine della stagione invernale faremo il punto della situazione definitiva».

Nel frattempo il circolo ha deciso di contattare individualmente una serie di persone della cultura, dello spettacolo, del giornalismo per costituire una sorta di comitato promotore. Inoltre si pensa al coinvolgimento di artisti nazionali, come Zerocalcare che «ha assicurato che ci farà una maglietta».


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