Comune di Como immobile  I nuovi giardini ce li sogniamo
L’area dei giardini a lago: il cantiere per la riqualificazione è in clamoroso ritardo

Comune di Como immobile

I nuovi giardini ce li sogniamo

Landriscina non è riuscito a far partire i lavori. Non bastano il progetto e i fondi ereditati da Lucini

La giunta di Mario Landriscina sogna in grande, ma scorda nei cassetti progetti già pronti per essere realizzati. E, in questo modo, rischia di perdere 380mila euro promessi dalla Regione Lombardia.

Suona come una beffa, se non farsa, la recente decisione della giunta di abbattere il Comune e far traslocare armi e bagagli l’amministrazione alla Ticosa, quando interventi già pronti per essere realizzati - e per di più già finanziati - come la riqualificazione dei giardini a lago, restano per due anni nel dimenticatoio. E questo a dispetto degli sforzi dell’assessore al Verde, Marco Galli, di non far naufragare un lavoro già fatto ed ereditato da Landriscina e compagni dalla giunta Lucini.

Una vicenda paradossale, se si pensa tra l’altro agli sforzi mediatici di parte dell’attuale maggioranza nel promettere maggiore sicurezza proprio nella zona dei giardini.

L’iter

Esattamente due anni fa l’allora assessore Daniela Gerosa bandì un concorso internazionale di progettazione per dare un nuovo volto ai giardini a lago. Parteciparono in 18 e vinse il lavoro firmato dall’architetto di Cesena Sara Angelini con i colleghi Alessio Valmori e Paride Piccinini e i consulenti Joana Mendo e Serena Girani. Sul tavolo un milione e mezzo: 380mila euro finanziati dalla Regione, 500mila recuperati dalla tassa di soggiorno. Soldi, di fatto, già stanziati.

Cambia l’amministrazione. E il progetto finisce su qualche scaffale a prender polvere. L’assessore Galli prova a proporlo, invano, in giunta, incassando per un anno abbondante i dubbi e le perplessità di alcuni suoi colleghi. A chi chiede conto delle sorti della riqualificazione, Galli sceglie di far squadra e parla della necessità di fare un «progetto coerente con quello per il lungolago». Ma la verità è altra. E lo ammetterà lo stesso assessore: «In effetti non è mancato chi ci ha chiesto di fermarci, ma ci siamo detti che non sarebbe stato serio buttare via quanto di positivo aveva fatto la precedente amministrazione». Parole sagge.

Un anno dopo, però, il rischio è proprio quello di non essere saggi. Perché il tempo perso per avviare l’iter burocratico ha finito per creare un effetto domino che rischia, potenzialmente, di affossare i contributi regionali. Da Milano lo scorso anno avevano lanciato un ultimatum: lavori entro giugno 2019 oppure addio soldi. Non resta che sperare in un’ulteriore generosa proroga.

La Soprintendenza

Il fatto è che quando, lo scorso ottobre, Galli riuscì finalmente a rimettere in moto la macchina, rivedere il progetto - limato e in parte ridotto - di riqualificazione, è inciampato in alcuni aggiustamenti richiesti dalla Soprintendenza. Risultato, tutto nuovamente da rivedere. L’ultima novità è che il progetto slitta ancora, in quanto prima del voto in giunta (non ancora arrivato dopo due anni) serve prima un passaggio in conferenza di servizi.

E così chissà se vedremo mai la nuova vasca d’acqua pensata dai progettisti, la fontana, i nuovi percorsi pedonali, la nuova area giochi, la nuova zona coperta da pensiline per eventi e spettacoli, la nuova area per gli skaters, la nuova illuminazione per rendere più sicuri i giardini anche la sera.

L’ultima promessa parla di cantiere entro fine anno e termine dei lavori per la primavera 2020. Speriamo. Anche se una scadenza non rispettata non sarebbe un inedito, per la giunta Landriscina.


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