«Contro il traffico
facciamo l’area C
In centro si paghi»
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L’idea di Svolta Civica per evitare il caos. Nessi: «Non più di un certo numero di auto ogni ora»

Far arrivare meno auto in centro. Questa la ricetta di Svolta Civica per evitare il caos nel periodo natalizio. Bella forza, verrebbe da commentare: e come si fa? Il gruppo di opposizione l’ha spiegato ieri, con gli interventi del capogruppo Vittorio Nessi e del consigliere Maurizio Traglio. Il primo lancia l’idea di fissare «un tetto massimo di vetture che ogni ora possono entrare in città», Traglio propone di istituire una sorta di “area C” come a Milano, consentendo l’ingresso in convalle solo alle auto autorizzate previo pagamento.

Secondo Nessi, che ha depositato una mozione, «risulta urgente l’adozione di drastiche misure», visto quanto accaduto nel primo weekend di shopping natalizio e di apertura della Città dei Balocchi. Il consigliere chiede di «contingentare l’ingresso in città delle vetture», stabilendo un numero massimo di accessi all’ora «in base a un’analisi dei posti nei parcheggi e della fluidità del traffico». Gli automobilisti giunti alle porte della convalle (Camerlata, Grandate, Tavernola) dovrebbero poter scegliere tra due opzioni: attendere pazientemente e a motore spento il proprio turno per entrare in città, oppure lasciare l’auto nei parcheggi di cintura - segnalati dalla Polizia locale e con appositi cartelli - per poi raggiungere il centro con una navetta, il treno o il battello. Nessi ipotizza anche «l’istituzione temporanea di corsie preferenziali per i mezzi pubblici e i residenti del centro».

«Ci possono essere delle soluzioni anche forti, come quella avanzata dal nostro capogruppo - commenta Maurizio Traglio - Fermare le auto è un’ipotesi estrema, una suggestione per sottolineare che esiste un problema grave. Esistono anche delle soluzioni intermedie, come l’idea di consentire l’accesso alla convalle nei giorni più critici solo alle auto dotate di contrassegno ben visibile. I residenti possono entrare, utilizzando corsie preferenziali, gli altri devono organizzarsi diversamente».

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