Controlli alla dogana svizzera  Frontalieri in coda tra le proteste
Auto in coda sulla strada che porta in Ticino (foto Frontalieri Insubria)

Controlli alla dogana svizzera

Frontalieri in coda tra le proteste

Valsolda: polemiche per l’operazione condotta dalla Polizia Cantonale

E i politici dicono: «Solerzia sospetta, intervenga il nostro governo»

Lunghe code ieri mattina al valico di Oria Valsolda e Gandria, per entrare in Canton Ticino. La Polizia Cantonale, infatti, ha avviato in pieno orario di punta una serie di controlli alle auto mettendo in ginocchio gli 8 mila frontalieri che transitano nella zona ogni giorno. Sono stati i gruppi facebook già ben prima delle 7 a lanciare preoccupanti segnali di malcontento. «Oltre un’ora da Porlezza a Gandria, causa controlli. Ok per il rispetto del lavoro degli altri, ma adesso la polizia cantonale dia una spiegazione alle ditte di tutti i lavoratori arrivati in ritardo stamattina», si leggeva attorno alle 7 sul profilo “Frontalieri Insubria”.

Il portavoce del gruppo spiega: «La Cantonale - dunque non gli agenti che vigilano sul valico di Gandria (l’omologo ticinese della dogana di Oria Valsolda, ndr), controllava ogni singola vettura. Le ripercussioni sul traffico sono state pesantissime. Basti pensare che la coda arrivava a Porlezza e che bloccati nel traffico sono rimasti anche scuolabus e auto dirette magari verso aeroporti e stazioni. In certe situazioni bisognerebbe utilizzare il buonsenso. Anche perché se alcuni datori di lavoro hanno compreso il motivo dei ritardi, altri sono stati decisamente meno comprensivi».

Tanta solerzia è apparsa sospetta, tanto che della vicenda si sono interessati anche i politici che intendono chiedere spiegazioni alla Svizzera


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