Coronavirus in Ticino

Deroghe dal 14 aprile

per le piccole imprese

Coronavirus in Ticino  Deroghe dal 14 aprile  per le piccole imprese

Dopo il weekend pasquale via libera sino alla soglia dei 10 dipendenti (5 nel settore della manutenzione del verde). Controlli e multe ai valichi

Allerta massima in Canton Ticino per il lungo week end pasquale, anche se ieri il comandante dello Stato maggiore di Condotta cantonale, Matteo Cocchi, ha fatto notare che il traffico in direzione sud (dal Gottardo) è diminuito del 90%. Discorso questo che interessa da vicino anche il valico di Brogeda. Sanità e lavoro vanno di pari passo nel Cantone di confine. I controlli nelle aziende - cui da martedì saranno concesse timide deroghe (consentiti sino a 10 dipendenti contemporaneamente sempre nel pieno rispetto delle regole, dipendenti che scendono a 5 per le imprese impiegate nella cura del verde) - hanno portato a 25 «intimazioni alla chiusura» (utilizzando lo slang ticinese) e 27 chiusure spontanee.

I numeri dei frontalieri impiegati alla ripresa del fine settimana pasquale non dovrebbero cambiare di molto, soprattutto in virtù del fatto che l’edilizia è ferma al palo. Da segnalare che ai valichi di confine sono stati sanzionati un centinaio di conducenti che cercavano di entrare nel Cantone di confine senza “giusta causa”. In Canton Ticino i contagi hanno toccato quota 2776 con 227 decessi, mentre a livello federale il numero dei contagi si è attestato a quota 24469 con 989 decessi. In realtà nel pomeriggio di ieri l’agenzia di stampa Keystone-Ats, raccogliendo i dati giunti dai vari Cantoni, ha fatto sapere che i morti in Svizzera hanno superato quota 1000. Notizia riportata anche da ticinonews.ch. Secondo quanto riportato dallo Stato maggiore di condotta cantonale, in Ticino calano i pazienti gravi. Il dato dei contagi a livello federale resta comunque elevato. Il medico cantonale Giorgio Merlani, che giovedì ha annunciato di essere positivo al Coronavirus, ha affermato che «il picco in Ticino è stato raggiunto, ma la guerra è ancora lunga».

Nel consueto punto operativo della situazione, da Bellinzona, è stato posto l’accento anche su un altro aspetto, quello delle seconde case, che ha creato ampio dibattito - ad esempio - in Val d’Intelvi, che confina con il Ticino. “Chi vuole può recarsi in Ticino, non ci sono restrizioni. Anche se la guardia è molto alta, a partire dal Gottardo”, hanno fatto sapere dal Consiglio di Stato. Soprattutto i grandi centri urbani - come Lugano - hanno deciso di procedere in proprio, chiudendo al pubblico alcune zone solitamente affollate. Il monitoraggio del traffico - che qualche polemica aveva creato in Ticino - proseguirà anche in questi giorni. «Gran parte dei movimenti - ha fatto sapere ieri Bellinzona - avviene al di fuori dell’ambito lavorativo. É quello che vorremmo evitare». Di certo, fino al 26 aprile, in Ticino si andrà a ranghi ridotti. Ieri il direttore dell’Aiti (Associazione industrie Ticinesi) ha fatto sapere che «per la ripresa bisognerà guardare anche a ciò che avverrà nelle prossime settimane in Italia. Gran parte della manodopera qualificata proviene da lì».n M. Pal.


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