Coronavirus in Ticino

Qui il record dei contagi

Si valuta coprifuoco per tutti

Coronavirus in Ticino  Qui il record dei contagi  Si valuta coprifuoco per tutti

Con 1.401 casi e 67 morti, il Cantone diventa un caso per la Confederazione che valuta provvedimenti senza precedenti

Con 1401 casi e 67 decessi il Canton Ticino resta in cima alla graduatoria relativa all’emergenza coronavirus in Svizzera. Numeri importanti che a cascata interessano un buon numero di Cantoni, tanto che ieri l’Ufficio federale di Giustizia e polizia (che fa capo dunque a Berna) ha fatto sapere di «valutare l’ipotesi di un coprifuoco per tutta la popolazione svizzera». Si tratta di un’iniziativa senza precedenti su cui ieri Berna ha mosso i primi passi. «Allo stato attuale - ha voluto però precisare l’Ufficio federale di Giustizia e polizia - l’ipotesi di un confinamento più restrittivo della popolazione non appare proporzionale». Tutto dipenderà da come evolverà la curva dei contagi (e dei decessi).

Di certo, il Governo federale - che anche ieri ha ribadito che la Svizzera è il Paese al mondo in cui sono stati fatti più tamponi - ha deciso di tenere altissima l’attenzione, mobilitando anche ieri nuovo personale sanitario dell’esercito. A livello federale i contagi sono saliti a quota 11140, mentre si contano 164 vittime. Un tema molto dibattuto anche oltreconfine è quello relativo alle mascherine. Sui social nei giorni scorsi in molti ne avevano lamentato la mancanza. Ieri il Governo ha stimato il fabbisogno giornaliero nella quantità massima di 2 milioni, con priorità al personale sanitario ed ai malati. Nessun obbligo comunque di utilizzo è stato sin qui disposto da Berna. Il responsabile della Divisione Malattie Trasmissibili - che fa capo sempre a Berna - Daniel Koch è tornato ieri anche su un altro argomento di stretta attualità ovvero il controllo o meglio il monitoraggio della popolazione attraverso i dati forniti da Swisscom (lo consente la Legge federale sulle Telecomunicazioni). L’obiettivo è evitare gli assembramenti. «Non si tratta di una sorveglianza - ha precisato Daniel Koch - bensì di un’analisi retrospettiva. Non è nostra intenzione sorvegliare le persone, di cui non avremo i dati. Si tratta solo di capire quale impatto hanno le misure che abbiamo adottato». Anche in Svizzera intanto il dibattito è aperto sui numeri - legati all’emergenza Coronavirus - forniti dal Governo e dai Cantoni. Secondo alcune indiscrezioni, filtrate ieri, i morti sarebbero ben più di 164, anzi quota 170 sarebbe già stata superata. Ieri il Consiglio federale ha rinnovato l’appello agli over 65 a “restare in casa”. Appello che in Canton Ticino è diventato da qualche giorno un obbligo.

Ieri è stata mobilitata anche la Protezione Civile, che in campo ha messo nuovo personale, portando il totale degli uomini impiegati a 5500. Uno sforzo - anche organizzativo “sul campo” - senza precedenti. Ad oggi sono più di 4 mila, per contro, i militari impegnati nei vari Cantoni, a cominciare dal Ticino. L’allerta resta ovunque massima.


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