Due cuori, ma senza un tetto  Amore nato su una panchina
Silvia e Alessandro il giorno delle nozze con i City Angels

Due cuori, ma senza un tetto

Amore nato su una panchina

Faloppio, Silvia, 36 anni originaria del paese,

ha sposato Alessandro che di anni ne ha 53,

Dal 2015 vivono per strada, il dormitorio la loro casa

Si sono innamorati dopo essersi incontrati su una panchina, a distanza di dieci anni si sono sposati. Nonostante l’incertezza del momento, che rende ancora più fragile la condizione di chi come loro vive in strada, Silvia– 36 anni – e Alessandrodi 53 anni – si sono promessi di condividere il resto della loro esistenza.

«Il 20 maggio, dopo 10 anni che stiamo insieme, ci siamo sposati in Comune a Como. Due nostri amici senzatetto ci hanno fatto da testimoni – racconta la neo sposa - Abbiamo festeggiato, con un rinfresco al dormitorio in via Sirtori, con le persone che dormono lì, con volontari e responsabili della Caritas, della Croce Rossa e dei City Angels».

Il dormitorio dallo scorso inverno è la loro casa; è lì che la Caritas li ha portati a dicembre, quando li trovò al freddo sotto il portico del Crocifisso.

La strada li ha fatti incontrare. «Ci siamo conosciuti nel febbraio del 2010 – racconta Silvia – Io ero su una panchina di piazza Vittoria a Como con il mio ex fidanzato, Alessandro è passato a salutare i suoi amici. Mi ha fissata dieci minuti senza degnarmi di un saluto. Ad aprile me lo sono ritrovato davanti e mi ha offerto l’ombrello perché minacciava pioggia. Non volevo avere nulla a che fare con lui, mi sono affrettata a salire sul bus che mi avrebbe portata a Faloppio, dove ai tempi vivevo con la mia famiglia».

Galeotto il numero di cellulare che Silvia diede ad Alessandro per favorire le comunicazioni tra lui e il suo ex ragazzo; lui ha iniziato a chiamarla e a corteggiarla. Chiusa la relazione con il suo ex, un bacio “rubato” ha suggellato il nuovo sentimento.

«In poco più di un’ora Alessandro mi ha raccontato tutta la sua vita – aggiunge Silvia – Mi ha insegnato che dimostrare affetto e amore non è un male. Non ero abituata a farlo, essendo cresciuta senza abbracci ed espressioni di affetto».

Lui ammette: «Di lei mi piace tutto, anche se ha un bel caratterino».

Dal maggio 2010 sono una coppia.

«Da cinque anni viviamo per strada, in precedenza eravamo riusciti ad arrangiarci grazie a lavoretti che Ale fa – spiega Silvia - Adesso è disoccupato, è stato licenziato da poco. Io posso solo fare lavori da seduta a causa dei miei problemi di salute».

Alle spalle hanno un vissuto difficile che li ha portati alla condizione attuale, affrontata insieme con la forza del loro amore. Mancava l’ufficializzazione del matrimonio ed è arrivata con una cerimonia semplice, a tratti poetica.

«Il mio vestito me l’ha regalato Alessandro – racconta la neo sposa – Il suo gli è stato donato dal custode del dormitorio. Abbiamo usato come fedi l’anello di fidanzamento che mi aveva regalato dieci anni fa e un anello che gli ha dato un amico».


Manuela Clerici


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