Erba, la bidella a Dubai con la “104”  Adesso rischia il licenziamento
L’ingresso della sezione dell’istituto Romagnosi al Beldosso di Longone al Segrino (Foto by bartesaghi)

Erba, la bidella a Dubai con la “104”

Adesso rischia il licenziamento

Il provveditore ha avviato la contestazione all’addetta del Romagnosi di Longone. «Verrà convocata e potrà dare la sua versione. Poi prenderemo una decisione disciplinare»

«Abbiamo attivato la contestazione di addebito alla dipendente, verrà convocata e potrà dare la sua versione dei fatti. In seguito prenderemo una decisione sul fronte disciplinare».

L’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia - e in particolare il dirigente dell’ambito di Como Roberto Proietto - si stanno occupando del caso di Patrizia Liga, la collaboratrice scolastica dell’Istituto Romagnosi pizzicata in vacanza a Dubai dagli uomini della Guardia di Finanza di Erba mentre stava beneficiando di un permesso legato alla legge 104 per assistere la madre malata. La storia, rilanciata dai media, ha fatto il giro di tutta l’Italia. Ieri mattina il provveditore agli studi Proietto era nel suo ufficio di Como, sulla scrivania un fascicolo che scotta: «Nel merito dell’accaduto - premette - non ho niente da dire, le indagini e le sentenze non si commentano ma si rispettano».

Proietto misura bene le parole, ma offre un quadro molto chiaro sui prossimi passaggi di questa storia. «Il dirigente scolastico ha trasmesso a noi la sentenza relativa al caso in oggetto - spiega il provveditore - ritenendo il caso troppo grave per poter prendere provvedimenti in maniera autonoma. Dopo aver ricevuto la documentazione, abbiamo avviato l’iter procedurale previsto in questi casi: il punto di partenza è una contestazione di addebito alla dipendente, un atto formale con il quale vengono mosse le contestazioni ai dipendenti».

La dipendente, difesa dall’avvocato Igor Di Maria, potrà ovviamente rispondere.

Dopo aver ascoltato le parole della dipendente, conclude il provveditore, «prenderemo una decisione sul fronte disciplinare». Le misure potrebbero andare da 11 giorni di sospensione fino al licenziamento per giusta causa.

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