Fondazione Comasca, il neopresidente   «Cultura e giovani»
Martino Verga, il neo presidente della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca (Foto by archivio)

Fondazione Comasca, il neopresidente

«Cultura e giovani»

L’imprenditore succede a Castiglioni alla guida dell’ente che diffonde la cultura del dono: «Non si fa il bene calpestando idee e libertà altrui»

«Il senso morale dell’esistenza, per me, ruota tutto intorno all’aiutarsi. Ed è la carità, infatti, il principio sul quale saremo giudicati. Carità che non è l’elemosina ma è il curarsi degli altri, l’aiutarsi, appunto».

Martino Verga è il nuovo presidente - il terzo dopo Franco Tieghi e Giacomo Castiglioni - della Fondazione della Comunità Comasca. L’ente è stato fondato nel 1999 «con l’intento di aiutare le persone a donare e a partecipare attivamente alla definizione e alla realizzazione del bene comune». I suoi settori di intervento sono l’assistenza socio-sanitaria e quella agli anziani, il disagio giovanile, la tutela del patrimonio storico e artistico, l’ambiente e la ricerca.

Classe 1947, una laurea in chimica e in scienze biologiche, Verga è amministratore e consigliere del Caglificio Clerici, fondato alla fine dell’Ottocento, un’azienda di famiglia il cui successo dura da 145 anni e che oggi è parte di Sacco System “il polo di eccellenza internazionale del settore delle biotecnologie applicate nelle industrie alimentari, salutistiche e farmaceutiche”. Il gruppo, che conta 320 dipendenti, ha chiuso il 2017 con il 15% in più di ricavi e 93milioni di euro di fatturato.

Martino, il cui nome è legato al bisnonno Martino Clerici, il fondatore del caglificio che ha sede a Cadorago, non è nuovo ad esperienze “di servizio” per la comunità. Dal 1989 al 1992 è stato presidente degli industriali comaschi, è tuttora vice presidente di Federchimica, è il presidente della sezione cittadina dell’Ucid, l’associazione che riunisce gli industriali cattolici, ed è presidente della Fondazione Centro Studi Niccolò Rusca, che cura la conservazione e la valorizzazione del patrimonio documentario e librario di proprietà della diocesi e del seminario.

Il prossimo 17 dicembre si svolgerà il primo consiglio, da lui presieduto, della Fondazione della Comunità Comasca. «Ammetto di essere stato un po’ forzato ad accettare questo incarico» confessa. Le idee e gli obiettivi, in ogni caso, sono già chiari e vedono nei giovani e nella tutela del patrimonio artistico e culturale i principali campi di attività. «Abbiamo ereditato dai nostri antenati un enorme patrimonio che è stato costruito con fatica e sudore - spiega - Pensiamo, ad esempio, alle tante chiese sparse nel nostro territorio e ai tesori che custodiscono». Quanto ai giovani il discorso è molto più lungo e complesso. «Dobbiamo lavorare per stimolare il loro impegno e coinvolgerli - osserva - Aiutarli a comprendere l’importanza dei rapporti personali. Soprattutto dobbiamo ricordare loro, ma anche ricordarci, che da soli non si può fare nulla».

Tra le iniziative dedicate ai giovani dalla Fondazione, il neo presidente, in particolare, sottolinea l’importanza di Youth Bank e Non uno di meno. La prima «permette ai giovani di svolgere un ruolo da protagonisti contribuendo a migliorare la propria comunità». Ogni Banca è formata da un gruppo di ragazzi - al di sotto dei 25 anni - a cui vengono messe a disposizione risorse per progetti di utilità sociale elaborati e gestiti da coetanei. Nate tutte nel 2017, le Banche sono a Erba, a Como, a Olgiate, a Cantù e in Centro Lago. Non uno di meno è il progetto contro la dispersione scolastica (la Youth Bank è una delle azioni connesse).

«Non Uno di Meno ha visto coinvolte tantissime persone e anche tanti giovani - prosegue - e sono iniziative da moltiplicare». Insieme alla carità, secondo Verga, un’altra “virtù” da coltivare costantemente e tramandare, è l’umiltà.

«La vita, le esperienze - sottolinea - ti dimostrano che c’è sempre da imparare da chiunque, anche da quella che sembra la più insignificante delle persone. Tutti mi possono insegnare qualcosa e tutti mi possono aiutare». Umiltà, quindi, e rispetto «perché - conclude il nuovo presidente - non posso fare del bene calpestando le idee e la libertà altrui».


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