I contagi riprendono a correre
A Como 14 nuovi casi positivi

Ieri 239 i i nuovi contagi registrati a livello regionale, dati in crescita anche a Como - L’assessore: arrivano dall’estero. Ma gli assembramenti (con poche mascherine) preoccupano

I contagi riprendono a correre A Como 14 nuovi casi positivi
Militari dell’Esercito e polizia locale impegnata in questi giorni nei controlli attorno al Tempio Voltiano

Como

È stata una domenica di brutte notizie sul fronte della lunga battaglia contro il coronavirus. L’epidemia ha definitivamente rialzato la testa, anche in Regione Lombardia.

In provincia di Como si sono contati 14 contagi in più, il dato più alto di quest’ultima decina di giorni, mentre a livello regionale i tamponi con esito positivo sono schizzati a quota 239, né consola sapere - come comunica puntualmente l’assessorato al Welfare - che 26 di essi sono da ritenersi “debolmente positivi” e che altri 5 sono stati scoperti a seguito di test sierologico (come a dire che dovrebbe trattarsi di pazienti asintomatici, ché diversamente sarebbero stati direttamente sottoposti al tampone nasofaringeo).

Che succede? La pandemia sembra essersi davvero riaccesa e, secondo l’assessore regionale Giulio Gallera, un motivo preciso c’è: «Due terzi delle positività rilevate oggi (ieri, ndr) riguardano cittadini lombardi che rientrano dall’estero e i loro contatti diretti».

A voler vedere il bicchiere mezzo pieno ci sarebbe da guardare con fiducia alle operazioni di monitoraggio in corso negli scali aeroportuali di Malpensa, di Linate e di Orio al Serio, dove soltanto ieri sono stati processati rispettivamente circa 2mila, circa 760 e circa 600 tamponi su altrettanti lombardi di rientro.

Ma se è vero che tre quarti dei nuovi contagi sono di importazione, è anche vero che i numeri suggeriscono la necessità di alzare il livello di attenzione, e di transigere quanto meno possibile sull’utilizzo delle mascherine protettive e sulla buona pratica del distanziamento.

Ieri in città sono proseguiti i controlli condotti in coordinamento tra tutte le forze di polizia sotto l’egida della prefettura, che proprio in questi giorni era tornata a invocare una più severa applicazione delle norme anti contagio. Ieri non è stato possibile verificare se - dopo quelle di venerdì - siano state comminate altre sanzioni in una città che ha comunque vissuto un’altra domenica ad altissima intensità di presenze, e basti in tal senso guardare al “lido” ormai non più troppo improvvisato del Tempio Voltiano, dove non passa weekend senza che centinaia di bagnanti si immergano nel lago o si sdraino al sole approfittando delle secche. La mancata osservanza delle regole - proprio nei casi di assembramenti importanti - comporta una multa che può variare da un minimo di 400 a un massimo di 3mila euro.

«Non siamo in una situazione di emergenza - conclude Gallera - ma non possiamo e non dobbiamo abbassare la guardia. L’utilizzo della mascherina e il rispetto delle norme di sicurezza in questo momento è importante almeno come lo è stato durante la fase 1. Dobbiamo evitare che la diffusione del virus torni a moltiplicarsi in modo esponenziale».

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