Il caso dei turisti lasciati a piedi: «Capita molto spesso, di notte città isolata»

Il caso Collegamenti serali scarsissimi in alta stagione -I pendolari: «Situazione peggiorata negli ultimi anni» - Informazioni incomprensibili specie per gli stranieri

Il caso dei turisti lasciati a piedi: «Capita molto spesso, di notte città isolata»
Turisti alla stazione di San Giovanni
(Foto di archivio)

In alta stagione, con la città piena di turisti fino a tardi, i collegamenti serali e a maggior ragione notturni con Milano sono carenti.

Sabato sera dopo le 21.30 un centinaio di visitatori stranieri sono rimasti alla stazione San Giovanni in attesa di una corsa di ritorno in realtà cancellata per lavori sulla tratta. Ma pendolari e taxisti raccontano spesso episodi e problemi simili anche se meno clamorosi.

In settimana l’ultimo reno per Milano è alle 23.09

«Rispetto a qualche anno fa diverse corse serali sono state tolte – spiega Ettore Maroni, rappresentante del comitato pendolari della tratta comasca – Tornare a Milano e arrivare in città dopo il tramonto è spesso complicato. L’ultimo treno in settimana verso il capoluogo regionale è presto, alle 23.09, vuol dire salutare piazza Volta e piazza Cavour non più tardi delle 22.30. Con il grande flusso attuale di visitatori il problema diventa più grande. In generale poi i collegamenti non sono cadenzati, quotidiani, ci sono sempre molte variabili e molti cambiamenti. Così è difficile orientarsi per i pendolari, figurarsi per i turisti stranieri».

Le informazioni e i tabelloni in effetti sono complicati da consultare, tra asterischi, frecce e caselle barrate. Anche per i lavoratori che rincasano molto tardi o lavorano la notte è un problema.

Gli stranieri fanno parecchia fatica a orientarsi

«Una volta c’erano i bus delle 00.02 e delle 00.45 – racconta Stefano Cotogno, un residente – negli ultimi anni poi c’è stato un progressivo taglio, anche nei giorni festivi. Rientrare dalla stazione Centrale o da Garibaldi non è semplice. E non è vero che c’è poca utenza, i lavoratori notturni esistono ed hanno anche loro bisogno di viaggiare. Certo non c’è la folla delle sette del mattino». A proposito di sette del mattino i pendolari della S11 segnalano che da luglio verrà a mancare per dei lavori sulla linea il 7.03. Invece da settembre le corse serali dovrebbe aumentare da e per Milano.

Senza treni e bus i turisti cercano quasi sempre di chiamare un taxi. È nota però la carenza in città di taxi soprattutto dopo una certa ora, per mancanza di licenze e servizi alternativi come Uber. I centralini spesso nemmeno rispondono dopo ore d’attesa.

«Sabato il disagio vissuto dai turisti è stato eclatante – racconta Matteo Petrini, referente dei tassisti comaschi per il Cna – Ma a me è già capitato di aiutare delle ragazze straniere ferme a piangere in stazione la sera perché non sapevano più come tornare a Milano. Dopo una certa ora la rete pubblica dei trasporti diventa fantasma. Molte corse saltano, ben prima di mezzanotte le carrozze si fermano. Organizzarsi diversamente è complicato. Tutti se la prendono con i tassisti, ma è l’intero sistema che è carente».

«Con l’alta stagione estiva e i tanti turisti la situazione peggiora – spiega Alberto Tabacco, presidente di Radiotaxi a Como – la sera rincasare a Milano dopo aver fatto tappa sul lago è impossibile. Ci sono i sostitutivi, ma spesso resta il punto interrogativo. Una volta la sera c’erano più corse, adesso capita di frequente di essere chiamati dalla stazione per dare passaggi a turisti rimasti a piedi».

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