Il Covid non ferma i turisti, boom in città. Nel 2021 +51% sul 2019: nessuno meglio

Buone notizie L’anno scorso addirittura più presenze rispetto al pre pandemia: record in Italia . Leoni (albergatori): «Brand ormai notissimo, le foto spopolano sui social. Ma non tutto è perfetto»

Il Covid non ferma i turisti, boom in città. Nel 2021 +51% sul 2019: nessuno meglio
Como caldo, turisti che fanno il bagno,
(Foto di Butti)

È una vera e propria consacrazione. Secondo uno studio condotto di Sociometrica su dati Istat, Como è la capitale “antifragile” del turismo italiano. Cioè, in altre parole, la città italiana che meglio ha reagito alla crisi Covid, non solo resistendo ma traendone addirittura vantaggio.

Lo dicono i dati sulle presenze: nel 2021 nel capoluogo si sono contate oltre 1,1 milioni di presenze, vale a dire il 51% in più rispetto al 2019. Non solo: il numero di visitatori italiani è quasi triplicato, mentre quelli dall’estero sono cresciuti del 22,9%.

Molto soddisfatto Luca Leoni, presidente degli albergatori. «È l’ennesima conferma – spiega – il brand del Lago di Como è sempre più consolidato ed è il primo in Italia. Ormai, tutti lo conoscono, non a caso Como credo sia una delle città più fotografata e presente su Instagram. È un dato di fatto, non è un’esagerazione, basta guardare i risultati turistici post pandemici».

Per Leoni, se da una parte c’è da essere soddisfatti, «allo stesso tempo i risultati devono essere uno sprone per le istituzioni e le attività private: dobbiamo essere sempre più in grado di soddisfare la clientela, senza lasciare l’amaro in bocca».

I nodi ancora da sciogliere

Sul capoluogo, Leoni sottolinea come orma sia trainante: «L’obiettivo è migliorare sempre più nei servizi, affinché i visitatori siano soddisfatti». Oltre alle paratie, con la speranza che la fine sia ormai vicina, almeno per quanto riguarda il tratto da piazza Matteotti a piazza Cavour (l’ultimo ritardo ha spostato di cinque mesi la chiusura del cantiere, a marzo 2023), il presidente degli albergatori cita una serie di complessità su cui bisognerebbe intervenire per migliorare la qualità dell’offerta: dalla fila alla Navigazione per comprare i biglietti al ritiro della spazzatura in alcune zone centrali e al disturbo serale compiuto da certi giovani. «Dobbiamo tenere conto di un fatto – aggiunge Leoni – il turismo è fondamentale per la città. In Italia non si parlerà solo di Firenze, Venezia e Milano, ma anche di Como. I nuovi amministratori mi sembrano sensibili e dovranno avere un occhio di riguardo. Dal canto nostro, noi albergatori dovremo fare la nostra parte, incrementando i servizi».

Bene il lago e le città medie

Come noto, il Covid ha colpito in modo pesante l’industria turistica italiana e internazionale: nel nostro Paese (dati Istat) le presenze sono crollate di oltre il 50% tra il 2019 e il 2020, passando da 436,7 milioni a 208,4 milioni, con un recupero solo marginale nel 2021 (289,2 milioni, il 66,2% del dato pre pandemia).

Ma, Como, insieme con altri 23 Comuni italiani, ha invertito il trend con un’inattesa e strabiliante performance. Peraltro la ricerca mostra come capoluoghi di medie dimensioni (come Verona, Bologna, Padova, Parma, Ravenna) abbiano tenuto meglio delle grandi città e grandi destinazioni turistiche, come Firenze (in due anni un crollo di presenze del 71,4%), Roma (-71,1%), Napoli (-64%), Milano (-60%) o Venezia. In generale, è una curiosità, sono andate meglio le località di lago, probabilmente per una percezione di maggiore sicurezza (reale o presunta) associata a questo tipo di destinazione.

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