Il ministro: «Il killer del prete?  Mai segnalato come pericoloso»
Ridha Mahmoudi in una foto scattata nell’ottobre di tre anni fa a Como (Foto by foto butti)

Il ministro: «Il killer del prete?

Mai segnalato come pericoloso»

Luciana Lamorgese ammette: «È stato un delitto efferato» - Il numero uno del Viminale esclude collegamenti con l’eversione islamica

Como

Per quanto «efferato» sia stato l’omicidio di don Roberto Malgesini, il suo assassino «non è mai emersa come figura particolarmente pericolosa per la sicurezza nazionale». A dirlo, davanti ai deputati della commissione Schengen della Camera, è stato - ieri pomeriggio - il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Che nel ricostruire l’ormai noto curriculum di Ridha Mahmoudi, ha escluso che il nome fosse già stato segnalato in precedenza e così, indirettamente, ha di fatto anche escluso alcune voci girate nelle ore immediatamente successive al delitto di un possibile movente legato al terrorismo islamico.

Le parole del ministro

«L’omicidio di Como è stato atto efferato», ha ammesso il ministro dell’Interno in audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, ma la figura del 53enne di nazionalità tunisina reo confesso del delitto di don Roberto «non è mai emersa come particolarmente pericolosa per la sicurezza nazionale. E infatti è sconosciuto in tutte le banche dati».

Le parole del ministro, che sono state sollecitate dagli stessi componenti della commissione parlamentare, indirettamente pongono fine anche a una ridda di indiscrezioni e speculazioni sul fatto che Mahmoudi, di fede musulmana, avesse voluto uccidere un prete per motivi religiosi. Peraltro queste indiscrezioni erano già state stroncate sul nascere dal pubblico ministero titolare del fascicolo, Massimo Astori, alcune ore dopo l’assassino di don Roberto quando, negli uffici della squadra mobile, al pian terreno della Questura di Como, lo stesso magistrato ha chiesto espressamente a Mahmoudi se il delitto potesse avere connotati eversivi: «L’ho ucciso non perché era un prete - ha risposto Mahmoudi - ma perché mi ha tradito e faceva parte di un complotto contro di me per farmi rimpatriare in Tunisia».

Lo stesso killer aveva poi chiarito: «Sì, sono di fede musulmana, ma non sono praticante» e per sottolineare questo aspetto ha ammesso di bere alcolici, contrariamente a quanto indicato dalla sua religione.n 
P.Mor.


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