Il sindaco di Como:   «Giusto chiudere il viadotto»
Le giunture provvisorie di rinforzo al viadotto dei lavatoi, a Como

Il sindaco di Como:

«Giusto chiudere il viadotto»

Landriscina: «Mi rendo conto degli enormi disagi alla città ma questa tragedia ribadisce che prima di tutto viene la sicurezza»

Il viadotto dei Lavatoi, che collega la Canturina all’Oltrecolle, costruito nel 2003, da un anno è vietato ai mezzi pesanti perché sono state riscontrate delle anomalie. Nell’estate 2017 era stato eseguito un intervento di messa in sicurezza urgente in grado di consentire la riapertura alle auto, ma per quello definitivo, che permetterà l’utilizzo a pieno regime dell’infrastruttura bisognerà aspettare. Ancora un anno. Nelle prossime settimane verrà assegnato l’incarico ai professionisti che dovranno predisporre il progetto per la messa in sicurezza (da quello preliminare a quello esecutivo), ma che dovrà seguire anche il collaudo una volta completati i lavori e fornire un piano di manutenzione successiva. «Dobbiamo rispettare quanto prevede la legge - spiega il sindaco Mario Landriscina e quindi seguire tutte le procedure per arrivare all’appalto. Sappiamo che il divieto di transito ai mezzi pesanti provoca disagi ai residenti in via Turati e agli stessi autotrasportatori, ma non possiamo derogare agli obblighi di legge». Poi aggiunge: «Per quanto riguarda la sicurezza siamo tranquilli perché è stato installato un sistema di monitoraggio dinamico, che tiene sotto controllo costante il viadotto. Sensori che periodicamente inviano impulsi sullo stato della struttura». Landriscina, una vita in prima linea come soccorritore, guarda a Genova: «Visto anche il dramma in corso a Genova non è possibile derogare sulla sicurezza, che per me viene prima di tutto. Per questo un anno fa abbiamo imposto il divieto. So che si creano disagi e che si toccano gli interessi di cittadini e che ci siamo mossi scontentando tanti, ma sono convinto che sia stata la scelta giusta». Il sindaco ammette che i tempi di intervento saranno lunghi, ma non ci sono alternative: «Un anno fa abbiamo forzato la mano perché era una situazione di emergenza, ma adesso senza pericolo contingente per realizzare le opere bisogna seguire passo passo quello che prevede la legge. Lo studio che verrà indicato dovrà occuparsi di tutta la progettazione, da preliminare a quella esecutiva. Poi ci sarà la gara d’appalto. Sono tutte operazioni non derogabili».

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