Il vaccino monodose non basta più  Entro l’anno un richiamo per tutti
A giugno il vaccino monodose è stato utilizzato prevalentemente sui cinquantenni

Il vaccino monodose non basta più

Entro l’anno un richiamo per tutti

La risposta immunitaria del Johnson&Johnson rischia di essere insufficiente - In provincia lo hanno ricevuto 16mila persone: saranno “rivaccinate” con Pfizer o Moderna

Una dose di rinforzo a tutti i 16mila comaschi che hanno fatto il monodose Johnson&Johnson.

È attesa a breve l’indicazione per fare una seconda dose ai cittadini che nei mesi scorsi hanno fatto il vaccino americano J&J, l’unico vaccino sperimentato per una sola somministrazione. Le autorità sanitarie ritengono che il richiamo sia necessario per indurre una risposta immunologica più efficace a lunga durata. Se dovesse arrivare il via libera a stretto giro questa dose addizionale riguarderà anche gli under 60, quindi le nuove somministrazioni saranno indipendenti dall’età.

La vaccinazione sarà eterologa, secondo virologi e immunologi il mix di vaccini garantisce coperture migliori senza evidenziare maggiori rischi o controindicazioni. Il richiamo verrà effettuato con un vaccino ad MRna, quindi Pfizer o Moderna. Le autorità sanitarie americane hanno già autorizzato il richiamo di Johnson&Johnson a due mesi dalla somministrazione della prima e unica dose, nel nostro Paese è più probabile che il richiamo venga suggerito dal sesto mese, quindi entro fine anno.

I comaschi vaccinati con Johnson&Johnson sono precisamente 16.778, pari a circa il 3,5% dei cittadini fino ad ora vaccinati oltre ai 12 anni. Come noto nel Comasco come nel resto della Lombardia Pfizer è stato su tutti il vaccino più usato seguito da AstraZeneca, un siero poi di fatto stoppato in corsa dopo diversi pareri contrastanti e infine da Moderna. Anche Johnson&Johnson da mesi non viene più utilizzato sul nostro territorio per somministrare prime dosi.

Dei 16mila vaccini Johnson&Johnson inoculati ad altrettanti comaschi 6.042 sono stati somministrati dall’Asst Lariana all’hub di Lariofiore, altri 6.029 all’hub di Villa Erba, 132 in via Napoleona, 2.871 all’hub di Lurate Caccivio dai medici di famiglia, 77 nella farmacia di Brecciae 153 in quella di Bulgaro Grasso, 670 in Val d’Intelvi, 17 a Menaggio, 787 all’ospedale di Gravedona. Percentualmente numeri simili si registrano anche negli altri territori regionali.

Occorre ricordare che il monodose J&J è stato l’ultimo vaccino in ordine di tempo ad essere stato approvato, le vaccinazioni operativamente sono partite nel Comasco tra fine maggio e inizio giugno. Le poche forniture da fine maggio sono state usate prima sugli over 60, ma per un periodo limitato di tempo anche sui cinquantenni in base alle indicazioni ricevute delle autorità sanitarie. I quantitativi sono sempre stati comunque ridotti perché questo vaccino sostenuto dal governo americano è stato prioritariamente utilizzato negli Stati Uniti che solo a campagna vaccinale avviata hanno iniziato a inviare a Paesi terzi dosi.

Ad oggi in Lombardia le giacenze di Johnson&Johnson ammontano a 15.594 dosi, nessuna di queste è stoccata negli ospedali comaschi o dell’Ats Insubria.


© RIPRODUZIONE RISERVATA