Insubria, il Cda contro il prorettore
«Lesa l’immagine dell’università»

Avviata un’indagine interna che potrebbe portare a clamorosi provvedimenti disciplinari

Il Consiglio di amministrazione dell’Insubria ha deciso di avviare un’inchiesta interna a carico del prorettore vicario che potrebbe sfociare in provvedimenti disciplinari clamorosi. E c’è già chi parla di una strada segnata che potrebbe portare a una possibile “decadenza” del responsabile della sede di Como dell’università. Un fatto mai avvenuto prima che, se servisse, conferma la pesantezza dello scontro tra i più alti vertici dell’Ateneo. Con gli organismi di controllo e di governo che, di fatto, hanno deciso di schierarsi con il rettore.

Discussione animata e lunga, quella che ha impegnato ieri mattina il Cda dell’università. Assente, come già avvenuto due giorni prima al Senato Accademico, lo stesso Stefano Serra Capizzano , ufficialmente impegnato in missione scientifica. Il punto di partenza dei lavori dei consiglieri è stato il documento deliberato dal Senato che si concludeva con un invito al prorettore «di recuperare un adeguato atteggiamento istituzionale al fine di evitare fratture insanabili». Ma al di là di quello che suona come un invito generico e senza conseguenze, ciò che segna la strada del prossimo futuro sono le premesse del testo fatto proprio dal Cda. Laddove i capi dei Dipartimenti dell’Ateneo accusano di fatto Serra Capizzano di aver violato non solo il codice etico dell’università, ma le stesse norme che un dipendente pubblico deve tenere. L’accusa è di aver utilizzato per fini privati «informazioni e notizie acquisite nell’esercizio del suo ufficio».

Ovviamente, nel deliberare l’accoglimento del documento passato al Senato Accademico, il Cda è andato oltre. Perché, sostanzialmente, ha deciso di avviare una indagine interna - a carico del prorettore - per approfondire le accuse a lui rivolte dai capi Dipartimento. Indagine che, considerate le premesse, l’ampio parterre di accusatori del prorettore e i toni del dibattito, non potrà che finire con una contestazione disciplinare. Ma ha di fatto dato anche mandato di chiedere a dei legali di valutare il comportamento del responsabile della sede comasca dell’Ateneo per eventuali provvedimenti anche esterni agli uffici dell’università.

Ufficialmente i consiglieri hanno anche deciso che le comunicazioni con la stampa riguardo l’esito del Cda dovranno essere veicolate da un comunicato, previsto però non prima dell’esito degli accertamenti disposti.

Nel frattempo c’è chi riporta alla luce un precedente scontro che vide protagonista proprio il professor Serra Capizzano quando, da preside della facoltà di Scienze a Como, uscì allo scoperto per denunciare il rischio che la nostra città perdesse i corsi di scienze a favore di Varese. Anche allora ci fu uno scontro durissimo con il rettore - Renzo Dionigi - arrivato fin dentro al Senato Accademico prima e al Consiglio di amministrazione poi. Correva l’anno 2009.

Tredici anni dopo la storia si ripete, con toni ancora più pesanti. E squilli di tromba che preannunciano nuove battaglie. Il Cda ha puntato il dito sull’uomo ritenuto responsabile di aver «leso l’immagine dell’università». Non resta che attendere la conclusione dell’inchiesta interna.

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