La Lega chiude fuori i senzatetto  «Cancelli davanti a San Francesco»
Una immagine scattata ieri sera sotto i portici dell’ex chiesa di San Francesco, accanto al Tribunale (Foto by foto butti)

La Lega chiude fuori i senzatetto

«Cancelli davanti a San Francesco»

Como: mozione dei consiglieri del Carroccio per risolvere il problema dell’ex chiesa, Insorgono le minoranze: «In tre anni non hanno combinato niente. E il dormitorio aspetta»

Una grande grata per impedire ai senzatetto l’accesso al portico di San Francesco. Tutti i consiglieri della Lega hanno firmato e depositato formalmente a Palazzo Cernezzi una mozione che l’assemblea cittadina dovrà discutere e votare prossimamente. «L’ex chiesa di San Francesco costituisce un prezioso patrimonio storico e culturale – si legge nel documento – è uno spazio di rilievo per collezioni d’arte e mostre ed è un simbolo di Como nel mondo. Allo stato attuale il portico a colonne antistante risulta occupato giorno e notte da senzatetto con conseguenti e note problematiche di igiene e salute. Allo scopo di mantenere il luogo decoroso si impegna il sindaco e la giunta a collocare una cancellata adatta ad impedire la sosta e lo stazionamento descritto».

La proposta rimanda alla mente le panchine rimosse a San Rocco dove sedevano i migranti in attesa di permesso. «È semplice, sì, pensavamo di inibire l’accesso – conferma Giampiero Ajani, capogruppo della Lega – con delle sbarre o con una grata». La Lega è il maggior ente della compagine che sostiene il sindaco Mario Landriscina. Nei giorni scorsi ad Etv il primo cittadino sul tema San Francesco ha detto che «la cosa è evidente non potrà andare avanti a lungo, crea imbarazzo agire sulle persone più fragili, ma qualcuna si potrebbe anche rendere conto che in questo modo la città si spacca e diventa conflittuale. Si creano i presupporti perché si facciano azioni un po’ repressive». Pochi secondi dopo ha ripetuto «prima o poi sarò costretto a provvedimenti un pochino difficili che preferisco cercare fino alla fine di evitare».

Landriscina non ha specificato se per azioni “un po’ repressive” s’intende l’allontanamento forzato dei senzatetto da San Francesco. Al netto delle interpretazioni queste parole hanno comunque suscitato una cascata di reazioni. «San Francesco non è un dormitorio – dice Maurizio Traglio, consigliere di Svolta Civica – ma il nuovo dormitorio votato e promesso da questa amministrazione è lungi dall’essere ancora una realtà. Mettere grate è un brutto palliativo per nascondere i problemi. Mentre il dovere delle comunità è occuparsi delle fragilità».

«Quella di Landriscina ha l’aria di essere una velata minaccia – commenta il consigliere del gruppo misto Ada Mantovani –, la situazione al portico deve essere affrontata, ma le azioni repressive devono prevedere azioni a sostegno dei più deboli. Se non si affronta il tema con piena consapevolezza finiremo per chiudere le porte e spostare il problema in un altro luogo». I commenti dai banchi delle opposizioni sono tutti o quasi sulla stessa linea d’onda. «In tre anni la situazione non è stata gestita – dice Vittorio Nessi, consigliere di Svolta Civica - si è aggravata e non è stato aperto il nuovo dormitorio».

«Una frase gravissima – dice il consigliere del Pd Patrizia Lissi – con una Lega che ha tolto i permessi umanitari». «Il sindaco manda messaggi ai suoi elettori – commenta Bruno Magatti capogruppo di Civitas – hanno eliminato il campo di via Regina sperando che migranti e marginalità diventassero un vantaggio politico e hanno fallito».


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