La Svizzera? In classe da 15 giorni
Tecnologia, segnaletica e... sapone

Ecco come funzionano le scuole a Poschiavo nei Grigioni. La campanella è suonatail 17 agosto

La Svizzera? In classe da 15 giorni Tecnologia, segnaletica e... sapone
Adesivi sulla pavimentazione per indicare i percorsi

Voglia di normalità e prudenza, tenendo alta la guardia per evitare contagi da coronavirus. Così, da due settimane, è ripresa la scuola, con l’insegnamento in presenza, nella vicina Valposchiavo. Non una novità, perché gli alunni erano già tornati tra i banchi per sei settimane dopo il lockdown, dall’11 maggio e fino al 19 giugno.

Mentre in tutta Italia ancora si guarda con incertezza e tanti punti interrogativi alla ripresa delle lezioni programmata fra due settimane, a Poschiavo il bilancio delle attività è finora positivo.

Lunedì 17 agosto la campanella è suonata per i bambini della scuola dell’infanzia, per quelli dei due cicli elementari e per i ragazzi del primo ciclo superiore. Poche e semplici le regole, partendo dall’idea che i compagni di classe vengono considerati congiunti e, quindi, tra loro non è necessario distanziamento. Che invece è obbligatorio con il personale docente e gli adulti che lavorano a scuola, i quali devono, a loro volta, mantenere la distanza interpersonale di un metro e mezzo. Quando questo non fosse possibile, come nelle aule in cui un insegnante dovesse avvicinarsi agli alunni per qualsiasi motivo, è necessario indossare la mascherina.

Anche sui mezzi di trasporto - utilizzati massicciamente in Svizzera, con abbonamento annuale a carico dei comuni, per chi si trova ad una distanza dalla scuola tale da non essere percorribile a piedi - vige l’obbligo della mascherina. Ma solo per chi ha compiuto 12 anni, cioè a partire dalla sesta classe elementare, che corrisponde alla seconda media. Raro è che uno scolaro sia accompagnato a scuola dai genitori, che non possono comunque entrare negli areali scolastici. Unica eccezione consentita, seppur con mascherina e distanziamento, è valsa il primo giorno di scuola per chi aveva figli alla scuola dell’infanzia o che cominciavano la prima elementare.

Per bambini e ragazzi valgono le più che note norme di igiene, con l’invito a lavarsi di frequente le mani, ad evitare il contatto fisico con i compagni e a non condividere cibi e bevande. Inoltre, i componenti di una stessa classe sono invitati a non mischiarsi con quelli di altre. Tanto che, all’esterno degli edifici scolastici di Poschiavo, sono state tracciate delle linee di demarcazione per individuare gli spazi che, prima dell’inizio delle lezioni, durante gli intervalli e in attesa di salire sui mezzi pubblici a fine scuola, ogni gruppo occupa. Alle superiori vale l’eccezione per gli alunni della stessa annata, che già si incontrano per le lezioni delle materie che sono organizzate sui diversi livelli di apprendimento.

Alta l’attenzione alla pulizia della scuola, effettuata per due volte ogni giorno (alle 12 e alle 18). Il personale addetto è incaricato di rifornire regolarmente anche i dispenser di gel igienizzante nei corridoi e il sapone liquido nelle aule, dove abitualmente sono già presenti lavandini.

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, le scuole comunali di Poschiavo si sono dotate anche di un’applicazione per smartphone, attraverso la quale è possibile una comunicazione immediata tra la scuola e le famiglie. Al minimo sintomo influenzale, nelle scorse due settimane di lezione, è stata forte la responsabilità dei genitori, che hanno scelto spesso di tenere a casa i figli. Tempestivo il tampone prescritto dal medico, con le famiglie in isolamento per un giorno, in attesa del risultato. Che nei casi sospetti che si sono presentati è sempre stato negativo. Rendendo così, invece, positivo il bilancio del rientro a scuola dopo i primi quindici giorni. Quelli che potevano essere i più critici, pensando al ritorno di una popolazione scolastica di quasi 450 bambini e ragazzi, accompagnati da 56 insegnanti, da diverse località e mete turistiche.

Le norme indicate saranno in vigore almeno fino al 9 ottobre, quando è prevista un’interruzione delle lezioni per due settimane.n 
Alberto Gianoli

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