L’addio a Marco, ha raccontato la coraggiosa battaglia contro la sua malattia su youtube a migliaia di follower: «Lo faccio per chi sta come me»

Online 100 i filmati caricati sul canale e 21.100 ad oggi gli iscritti, in continua crescita. Decine di migliaia invece i commenti di chi lo ha conosciuto online o di persona. E sono in continuo aumento

«Questo è il primo video che faccio su YouTube, lo faccio per una questione mia nel senso che ho bisogno di parlarne. Ho bisogno di sfogarmi». Le parole non tremano affatto sulle sue labbra, anzi escono fuori tra mezzi sorrisi e lo sguardo basso, timido, come rivelerà di essere più avanti. Intorno a Marco ci sono le mura dell’ospedale in cui si trovava un anno fa, mentre registrava il suo primo video, all’Istituto nazionale dei tumori di Milano. È lo stesso Marco Colombo di cui abbiamo scritto qualche giorno fa sulle pagine del giornale dando la triste notizia della sua scomparsa. Aveva 33 anni, ex studente dell’istituto Da Vinci Ripamonti e impiegato al Gran Mercato, sia nella sede di Sagnino che in quella di Tavernola. Torniamo sulla sua storia a qualche giorno di distanza perché, nonostante la triste morte del giovane comasco, i suoi follower non hanno smesso di condividere e commentare i suoi video.

La sua storia infatti ormai non è nota solo ai comaschi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo: grazie al web è diventata virale. Sì perché quel primo video girato quasi come un esperimento dal suo letto di ospedale è stato l’inizio di un’avventura condivisa con più di 21mila persone. 21.100, per la precisione, sono ad oggi gli iscritti al canale YouTube dal nome privo di equivoci “Io vs cancro”. In 100 video realizzati lungo un arco temporale terminato appena nove giorni fa, poco prima di morire, Marco ha raccontato il doloroso viaggio segnato dalla malattia, ma anche dai libri, la passione per il fantasy e i fumetti, le opinioni personali, il fratello, le serie tv, le feste in famiglia e tanto altro . «Lo faccio per stare vicino a chi come me dovrà passare questa cosa - spiega ancora in quel primo video - anche se non augurerei mai a nessuno quello che sto vivendo».

Come tutto è iniziato

C’è qualcosa di estremamente energico nel tono spigliato con cui Marco Colombo riavvolge la matassa e ricostruisce di fronte alla telecamera la storia del suo dolore: «Era Natale 2020: non avevo niente, stavo benissimo. Poi è arrivato Capodanno e anche lì mi sentivo bene. Quattro giorni dopo però è iniziata l’odissea». Un’odissea che parte da un forte dolore alla parte destra del bacino: «Pensavo fosse un’ernia, o una ciste, dovuta al mio lavoro: lavoro in un supermercato e carico e scarico continuamente».

Le visite di controllo però destano subito i primi sospetti negli specialisti e l’esito della biopsia, dopo nemmeno tre giorni dallo svolgimento dell’esame, si manifesta nella preoccupata chiama del medico. «Ma io lo sapevo, nessuno conosce il nostro corpo meglio di noi» prova a scherzarci su Marco. Anche se il tono di voce si altera e la velocità della sua parlantina aumenta, lo spettatore del video non può smettere di stupirsi di fronte alla forza di volontà di questo ragazzo che con candore racconta quella che per chiunque sarebbe un’esperienza da incubo. «Sarcoma desmoplastico a piccole cellule rotonde, l’ho subito cercato su Internet, sapevo che era maligno ma a stupirmi sono state le dimensioni: 17 cm. Questo disgraziatissimo, maledetto tumore era davvero grande. E cresceva velocemente». Non passa nemmeno un mese e “la brutta bestia”, come la chiama Marco, non solo raggiunge i 20 cm ma addirittura si sdoppia: spunta anche sul lato sinistro del bacino.

La voglia di raccontare e raccontarsi

«Fatemi domande, se avete bisogno di saperne di più - incalza i suoi ascoltatori - io vi voglio raccontare tutto, dalle terapie che mi stanno facendo a come gestire il lavoro. Scrivetemi, se state male, siamo tutti sulla stessa barca». E poi ancora il resoconto dell’atroce dolore provato: Marco non risparmia niente, racconta tutto. Ama farlo e a dimostrarlo non ci sono solo i suoi 100 video e più di 21mila follower, ma anche un libro fantasy intitolato “La guerra dei sei regni” e un altro libro, di cui parla nei video pubblicati: «Sto scrivendo un libro su quello che mi sta succedendo - dice - senza inventarmi nulla, per precisare tutto quanto. Mi trovo molto meglio a scrivere che a parlare in realtà: sono molto timido!».

La trama del libro fantasy di Marco Colombo

«Il Regno della Luce è in serio pericolo. La pace che sembrava sicura, dai tempi della Battaglia di Inal, è a rischio. Un’armata immensa, capeggiata dal Regno Oscuro e fiancheggiata dai Regni della Terra e del Fuoco, ha iniziato l’assedio. Tra i protagonisti di questa pericolosa vicenda ci sono creature di tutte le razze, tra cui umani, tritoni, golem, maghi e demoni»

Le ultime parole, ma gli iscritti continuano ad aumentare

La voglia di raccontarsi e di raccontare la propria vita, oltre la malattia ma comprendendo anche della malattia gli aspetti più atroci, non è venuta meno nemmeno a pochi giorni dalla morte. Durano pochi minuti gli ultimi video caricati sul canale e l’ultimo in assoluto non supera i 56 secondi: il volto di Marco, che i suoi follower hanno visto cambiare nel corso della malattia molte volte, è tirato e stanco. «Ciao bella gente - lui però sorride - mi avete scritto in tantissimi, decine di migliaia di messaggi. Purtroppo ora sono molto debole, sto ancora male e non riesco a rispondere, ma ne avrò da leggere: ci arriviamo, è una promessa». Una promessa in cui i suoi follower ancora credono: continuano a guardare i suoi video, a iscriversi al suo canale, a lasciare un messaggio che possa aiutare a sfogarsi o anche solo essere per qualcun altro un appoggio. Come era Marco per loro, sempre, oltre la telecamera e come ancora oggi chiunque può imparare a conoscerlo viaggiando tra i suoi video.

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