Landriscina è in campagna elettorale
Primo attacco a Minghetti e Mantovani

Dal sindaco toni duri e inusuali contro due esponenti di primo piano dell’opposizione - La prima aveva chiesto lumi su Fondazione Volta, la seconda sul flop della bonifica in Ticosa

Landriscina è in campagna elettorale Primo attacco a Minghetti e Mantovani
Il sindaco Mario Landriscina tra Anna Veronelli e Adriano Caldara

È iniziata la campagna elettorale, il sindaco in consiglio attacca platealmente Barbara Minghetti (candidata del centrosinistra) e Ada Mantovani (“corteggiata” dalla coalizione ma ancora incerta sul da farsi, era stata la più votata tra i candidati consiglieri nel 2017).

Nelle fasi iniziali del consiglio comunale Mario Landriscina - che probabilmente non sarà ricandidato, ma non c’è nulla di certo per ora nel centrodestra - ha riservato dure stoccate alle due consigliere di minoranza, con dei chiari riferimenti alla prossima tornata elettorale.

Minghetti ha domandato al sindaco un aggiornamento su Como città creativa Unesco e sul ruolo della Fondazione Volta. Invece Mantovani ha chiesto lumi sulla Ticosa e sul bando per la bonifica appena andato deserto. «Registro con particolare stupore le domande della consigliera Minghetti – ha detto Landriscina – con incredulo piacere e aggiungo un sentito e liberatorio “finalmente”. Sino ad oggi infatti non mi pare che esponenti di questo consiglio, con un’unica eccezione, si siano detti lieti per la nomina di Città creativa Unesco. Non posso negare che la freddezza non causale che questo consiglio ha riservato a questa importante iniziativa sia emblematica della pochezza e della tristezza dell’atteggiamento politico che alberga in questa città». Landriscina ricostruendo il percorso che ha fatto diventare Como città creativa ha aggiunto: «Confido che in me si allontani, pur faticosamente, il sospetto di una richiesta strumentale da parte della consigliera».

Sempre sulla Fondazione Volta ha risposto a Minghetti anche il vicesindaco Adriano Caldara (Lega), con toni piccati. E se è vero che il presidente della Fondazione Volta Luca Levrini è notoriamente molto vicino al sindaco, una levata di scudi simile è stata decisamente inusuale

«La consigliera Mantovani sulla Ticosa vuole ergersi a implacabile giudice – così di nuovi si è espresso Landriscina – delle supposte nefandezze ascrivibili alla giunta e al sottoscritto. Sono stufo di stare a sentire. Considero questa brama forse propedeutica ad una nuova collocazione politica della consigliera. Risulta però mai come adesso speciosa».

Secondo Landriscina Mantovani è «sorda alle spiegazioni» ed esige risposte con «stucchevoli insistenze». «Sulla mancata bonifica fa una ricerca del colpevole da additare alla pubblica ignominia – ha detto il sindaco – un modo di fare politica che considero deplorevole. Forse è alla ricerca disperata di un attacco politico». Le reazioni sono state inizialmente quasi incredule, molti hanno parlato di un Landriscina in campagna elettorale o comunque invitato da qualcuno del centrodestra ad alzare i toni in vista del voto di primavera. Il clima durante tutta la prima parte del consiglio comunale è stato più teso del solito. Si sono sentiti diversi attacchi, spesso gratuiti, lanciati anche da altri consiglieri comunali.

«Non ho velleità persecutorie - ha risposto Mantovani – sono dispiaciuta da questa sua lettura un filo aspra e, mi consentirà, esagerata. Se ha ritenuto il mio intervento legato ad altre finalità si sbaglia. Non sono alla ricerca di visibilità. Sono stupita della sua risposta ad una domanda su un tema cruciale per la città».

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