Ecco Le Primavere
Leonardo contemporaneo

In corso al Sociale la serata con Stefano Soliano e Domenico Laurenza Il direttore di ComoNext: «Racconterò l’attualità del suo pensiero».

Quanto sono vicine a noi il pensiero e l’esperienza di Leonardo? Quanto è attuale la sua figura di scienziato e artista, testimone di un sapere poliedrico di cui si dà sintesi, di norma, attraverso il concetto di “genio”?

Si sviluppa lungo i fili che uniscono passato e presente l’intervento di Stefano Soliano, questa sera alle 20.30 sul palco di un affollato Teatro Sociale di Como per la prima serata delle Primavere. Soliano è direttore generale di ComoNext e si occupa da sempre di innovazione e sviluppo tecnologico nel settore Ict. Chi meglio di lui, accanto a uno storico della scienza come Domenico Laurenza, può raccontare ciò che Leonardo rappresenta agli occhi di chi è immerso nell’economia digitale? Tre i focus su cui verte il suo intervento. Il primo è la formazione che ha un naturale riferimento all’idea “dell’omo senza lettere” (uomo senza cultura) così come si era autodefinito Leonardo: «Aveva la convinzione che il sapere fosse naturalmente associato all’esperienza e non allo studio, riteneva che i libri non aggiungessero nulla se non ciò che era già conosciuto - spiega Soliano - un approccio che affascina, difficilmente riproducibile però in un contesto come quello attuale dove la complessità è tale da impedire reali passi avanti senza solide basi acquisite attraverso la formazione, oggi piuttosto la sfida è quella di interpretare ciò che si studia attraverso un occhio innovatore».

Un altro tema al centro della riflessione di Soliano è la relazione tra macrocosmo e microcosmo, una concezione già radicata nella filosofia antica e poi ripresa da Leonardo in vari ambiti. «Tra questi - aggiunge Soliano - lo studio dell’anatomia: Leonardo era persuaso che vi fossero similitudini profonde tra la natura e il funzionamento del corpo umano, ad esempio associando i corsi d’acqua al sistema circolatorio. Bene, io cercherò di evidenziare quanto il pensiero contemporaneo, la tecnologia stessa, si ispiri alla natura, penso ad esempio alla teoria dei frattali formulata da Mandelbrot nel 1975».

Un frattale è un oggetto geometrico dotato di omotetia interna: si ripete nella sua forma allo stesso modo su scale diverse, e dunque ingrandendo una qualunque sua parte si ottiene una figura simile all’originale. Una situazione diffusa in natura, ad esempio in un albero (soprattutto nell’abete) ogni ramo è approssimativamente simile all’intero albero e ogni rametto è a sua volta simile al proprio ramo, e così via. Frattali sono presenti anche nel profilo geomorfologico delle montagne, nelle nubi, nei cristalli di ghiaccio, in alcune foglie e fiori. Una relazione con i meccanismi della natura c’è anche nei meccanismi alla base della cosiddetta manifattura additiva. Poi un passaggio sui nanomateriali: il tema è quello dell’infinitamente piccolo come specchio dell’infinitamente grande. I nanomateriali sono uno dei filoni su cui si è sviluppato ComoNext che ospita, tra l’altro, il più grande centro di produzione di grafene a livello europeo.

Il terzo focus di Soliano sarà dedicato al volo, suggestione a lungo coltivata da Leonardo: «La riflessione prende in considerazione il volo come metafora, come desiderio di andare oltre, superare i limiti - dice il direttore di ComoNext - oggi da questo punto di vista il tema è quello del superamento della dimensione del tempo associata allo spazio, progetti come quello dell’hyperloop contengono quella che sino a ora sarebbe sembrata un’assurdità».

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