Liceo Giovio, ore 13
L’assalto alla diligenza

Salire su un autobus di linea all’uscita da scuola? Un’impresa per le centinaia di studenti dello scientifico

Costretti su un marciapiede non troppo largo, centinaia di studenti aspettano. Dopo la campanella delle 13, quasi tutta la popolazione del liceo Giovio, il più numeroso della città, attraversa la strada per raggiungere la fermata del bus. Ogni giorno, salire sulle prime vetture è una scommessa e, al contempo, un’impresa: in spazi molto ristretti, i ragazzi cercano di salire, pressandosi il più possibile.

In particolare, sull’“uno”, sempre stracolmo. Alcuni desistono, aspettando il successivo. Anche il marciapiede, davanti al Giovio, è pericoloso. «Di solito, scelgo il primo che scende verso il centro - aggiunge un altro studente, Endri Celpica -... È un carnaio: ovviamente sì, mi piacerebbe che aumentassero il numero delle corse».

Gaia Gentile, diretta verso Montano, prende il c71 dapiazza Camerlata: «Pure lì però ci sono un sacco di persone», dice, mentre Daniele Volonterio, che abita a Bregnano, di solito sale su un bus pensato proprio per chi frequenta il Giovio e la Magistri: «Quando passa qui è vuoto mentre quello che parte da Como Lago è spesso molto pieno. Al mattino, invece, devo scegliere se arrivare molto in anticipo, ed è la mia opzione, oppure prendere il bus che mi permetterebbe d’entrare a scuola sul suono della campanella o un attimo in ritardo. Purtroppo, la fascia pomeridiana è piuttosto scoperta: chi termina le lezioni alle 16, deve aspettare un’ora».

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