L’Insubria chiede spazio  E punta su via Valleggio
Como Università dell'Insubria via Valleggio, la palazzina dei chimici (Foto by Carlo Pozzoni)

L’Insubria chiede spazio

E punta su via Valleggio

C’è un progetto per rinnovare e ampliare il polo scientifico - Caccia ai fondi Cariplo. «Ticosa? Siamo interessati, dialogo con il Comune»

L’Insubria cresce e ha bisogno di spazi. Con la partenza del Politecnico da Como, la giovane università, considerati gli iscritti in aumento, punta ad allargarsi. A maggior ragione dopo che il rettore Angelo Tagliabue ha posto fra i suoi obiettivi futuri proprio la crescita del polo comasco, che non deve più sentirsi il “cugino povero” della sede varesina.

Sistemata la “Manica lunga” di Sant’Abbondio e la palazzina dei chimici in via Valleggio, l’ateneo fa i conti con le prospettive e i nuovi bisogni.

«Innanzitutto – spiega il prorettore Stefano Serra Capizzano – ci muoviamo in maniera sinergica con gli enti locali. La mensa è un’idea da prendere in considerazione: stiamo compiendo un sondaggio fra gli studenti per capire quanto sia desiderata. Di sicuro, interessa ai docenti, anche perché favorisce l’integrazione fra colleghi ed è un luogo ulteriore dove scambiare due chiacchiere informali». Sulla questione degli spazi, venerdì scorso al Tavolo della competitività è stato presentato il progetto dell’ateneo per ottenere i finanziamenti di Fondazione Cariplo. L’attenzione si concentra sulla sede del polo scientifico, collocata in via Castelnuovo e via Valleggio. L’obiettivo è portare a termine interventi sull’aula magna, al momento inutilizzabile, e sull’aula di fronte. destinata a diventare uno spazio di studio e ritrovo.

Inoltre, si lavorerebbe sui parcheggi a raso (a gennaio sono cominciati i lavori preparatori) e sulla piazza di via Valleggio, chiudendo il portico con l’opportunità di creare un bar e mettere una struttura per eventi come i cinema all’aperto. Ci saranno anche le colonnine per il car sharing e la ricarica elettrica. La zona, quindi, nelle intenzioni dell’ateneo, diventerebbe un punto di riferimento per il quartiere, grazie anche alla presenza di altre realtà formative come il Setificio.

«Vogliamo sia un luogo nuovo, a disposizione di Como e della sua comunità, dove le persone possano vivere, ritrovandosi in un quartiere con le potenzialità per diventare nobile – continua Serra Capizzano – non abbiamo scartato del tutto l’area della Santarella: c’è, ovviamente, da parte nostra l’interesse a utilizzare l’area e a dare il proprio contributo per una destinazione culturale. In sinergia con il Comune, è necessario però capire come intervenire da un punto di vista finanziario». Nei mesi scorsi, l’attenzione dell’Insubria sembrava concentrata su quella zona, alla fine però per gli interventi emblematici è stata scelta l’area di via Castelnuovo.

Gli studenti iscritti a Como sono tremila, in aumento e, con l’arrivo del corso d’Informatica, potrebbero crescere ancora.

A gennaio, intanto, è nato il nuovo dipartimento di Scienze umane e dell’Innovazione per il territorio: «Sicuramente sarebbe un’ottima cosa avere una sede ad hoc per il nuovo dipartimento, che arriverà a contare nei prossimi mesi trentasette docenti - spiega il direttore Paolo Luca Bernardini - La struttura di via Oriani è un po’ piccola e mancano parcheggi: molti professori e amministrativi sono in arrivo da lontano. L’edificio di via Cavallotti, invece, è molto bello, di gran pregio per la città, con un valore storico e affettivo. Però, essendo vecchio, avrebbe bisogno di una ristrutturazione».


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