«Lo aiutavo, mi ha rapinato  Ma non gli porto rancore»
La Cartoleria Briantea, rapinata sabato pomeriggio da un uomo che da settimane entrava a chiedere un aiuto

«Lo aiutavo, mi ha rapinato

Ma non gli porto rancore»

Parla il cartolaio di via Briantea derubato sabato scorso. «Contro di me nessuna violenza. A fermarlo è stato un ragazzo cileno»

C’è amarezza nelle parole del signor Ferruccio, da più di trent’anni titolare - con la moglie - della cartoleria Briantea. La rapina subita sabato pomeriggio gli ha lasciato l’amaro in bocca. Ma non tanto per la violenza subita («onestamente non mi ha fatto del male e non mi ha neppure spinto: io ho cercato di fermarlo e lui ha finito per strattonarmi mentre lo tenevo»), quanto piuttosto per il “tradimento” subito: «Erano settimane che, se potevo, gli davo una mano. Un euro oggi, un paio di monete domani. Ecco, mi spiace che sabato mi abbia voluto derubare».

Ferruccio Prosdocimo, 70 anni, ex lavoratore della Fisac di Camerlata, animatore del Palio per il borgo di San Martino, è in attesa fuori dall’aula dove si sta processando Razzouki Brahim, 41 anni, marocchino ospite dell’Ozanam, arrestato con l’accusa di rapina ai suoi danni.

«Era metà pomeriggio - ricorda - quando quest’uomo è entrato nel mio negozio. Non era la prima volta. Ogni tanto mi chiedeva un aiuto economico. Altre volte mi chiedeva di potergli inviare via fax il suo curriculum per cercare lavoro o di fargli delle fotocopie. Sabato è entrato e mi ha chiesto dei soldi. Poi, all’improvviso, si è sporto verso la mia parte del banco, ha aperto la cassa e ha preso 100 euro. Io l’ho afferrato per trattenerlo, ma lui ha resistito, ha preso il denaro, alcune matite e poi è uscito. Non mi ha fatto del male. E non mi ha assolutamente picchiato». Proprio in quel momento entrava nel negozio un ragazzo cileno.

«Mi ha visto agitato e mi ha chiesto cosa fosse successo. Quindi è uscito e deve essergli corso dietro». Il giovane ha inseguito Brahim fino all’Esselunga, dove ha richiamato l’attenzione di una guardia giurata, ha fermato l’uomo e chiesto l’intervento dei carabinieri.

Ieri mattina, comparso in aula, l’uomo è stato rimesso in libertà - in attesa della sentenza - con due limitazioni: la prima il divieto assoluto di avvicinarsi alla cartoleria Briantea, la seconda di presentarsi quattro volte la settimana dai carabinieri a firmare.

«Non provo rancore - commenta il signor Ferruccio - Aveva perso il lavoro, è in difficoltà e se potevo lo aiutavo volentieri». Il fatto di essere stato ripagato con una rapina, però, lo ha chiaramente amareggiato: «Ma non giudico. E, soprattutto, non ho alcuna voglia di arrabbiarmi con lui perché straniero. Tutte le persone che hanno bisogno meritano di essere aiutare. Certo mi spiace che mi abbia derubato».


© RIPRODUZIONE RISERVATA