L’ostello che nessuno vuole  Quarta gara, costa la metà
L’ostello di Villa Olmo, in via Bellinzona: venerdì l’apertura delle buste

L’ostello che nessuno vuole

Quarta gara, costa la metà

Il Comune non riesce ad assegnare la gestione della struttura - Il problema del ristorante: non può essere aperto ai clienti esterni

Dopo il buco nell’acqua per il lido di viale Geno (con un bando bloccato da mesi la gestione non è stata assegnata secondo Palazzo Cernezzi per un “cavillo” e si annunciano già i primi ricorsi), venerdì prossimo toccherà all’ostello della gioventù, un altro bene pubblico chiuso e ormai quasi dimenticato, la cui gara per l'affidamento della gestione è andata deserta per ben tre volte.

Il primo bando per assegnare l’ostello dietro a villa Olmo risale a settembre del 2018. Il Comune chiedeva un affitto pari a 60mila euro per sei anni. Adesso, siamo al quarto tentativo, la posta è scesa a 30mila euro per 9 anni con uno sconto importante, pari al 50% sulla prima annualità, in cambio dei lavori utili alla riapertura. Arriveranno entro il termine delle offerte?

Palazzo Cernezzi fa sapere che sono state recapitate agli uffici una decina di possibili candidature. Alcuni albergatori di via Borgovico, sostengono però che le condizioni poste dal Comune sono ancora troppo poco appetibili. L’ostello, senza arredi e con diverse manutenzioni da eseguire, conta 42 posti letto, suddivisi su sette camere, ed è contornato da un bel giardino. Ma fatturare almeno 300, 350mila euro all’anno per rientrare delle spese, secondo gli albergatori non è semplice come dirlo, facendo pagare 20 euro a notte.

L’unica leva interessante su cui puntare è la sala ristorante. Uno spazio che però, da regolamento, può essere aperto solo agli ospiti interni all’ostello e non può servire gli esterni. Gli albergatori hanno espressamente chiesto a Palazzo Cernezzi di modificare la destinazione del servizio ristorante, permettendo di aprire agli ospiti di fuori. Solo in questo modo l’ostello di via Bellinzona diventerebbe un’investimento interessante. Sentiti gli assessori di riferimento, spiegano però che non è una partita rapida e facile, serve intervenire sul piano di governo del territorio. La proprietà però è del Comune ed è il Comune il legislatore. Se anche l’ennesimo bando non dovesse andare in porto Francesco Pettignano, l’assessore al patrimonio, non ha escluso un affidamento diretto, attraverso la trattativa privata.


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