L’ultimo saluto a Simone,
con le “voci” delle moto

Folla per l’addio al giovane motociclista vittima dell’incidente di sabato, sulla Regina (video)

L’ultimo saluto a Simone, con le “voci” delle moto
Il feretro esce dalla chiesa e viene salutato con i palloncini e il numero della moto di Simone Ceccherini: 258
(Foto di butti)

L’odore acre della gomma bruciata sull’asfalto, a consumare pneumatici con sopra scritto “Simone 285”, il numero che portava sulla sua moto. Nuvole di fumo bianco che salgono verso il cielo, assieme a palloncini di diversi colori, anch’essi a ricordare la livrea della moto che l’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio verso Como, fino a quella maledetta semicurva sulla Regina, a Brienno, dove ha trovato la morte. Il tuono dei motori sparati a tutta, ultimo saluto ad un giovane dal volto bello e dal sorriso gentile.

Chiesa e piazzale pieni

È stato questo l’addio che gli amici hanno riservato al ragazzo di 21 anni di Monte Olimpino, Simone Ceccherini , nel giorno dell’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale della frazione cittadina. «Il chicco di grano caduto in terra quando muore produce molto frutto», recitava il Vangelo di Giovanni letto prima dell’omelia. E per Simone questi frutti, tantissimi, sono stati gli amici, i conoscenti, i parenti, i compagni, che ieri hanno riempito la chiesa, il piazzale antistante e almeno metà della scalinata che conduce in cima alla collinetta sovrastata dalla mole della Parrocchiale di Monte Olimpino. Quartiere dove era cresciuto, dove tutti lo ricordano e si commuovono al ricordarlo.

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«Vorremmo far tornare indietro il tempo ma sarebbe una violenza – dice don Emanuele Corti , che ha il duro compito di parlare a chi lo ascolta e che ha concelebrato le esequie con don Giorgio Molteni – Simone da lassù ci guarda e ci accompagna con la sua giovinezza che ora è una giovinezza eterna. Era diligente nello studio, aveva il desiderio del vento che in moto accarezza la pelle, godeva della natura e degli amici. Le sue passioni danno speranza anche alle nostre, non smettiamo di ringraziare ogni giorno per la vita, per i sogni, per la famiglia, diamo il meglio di noi stessi. Consegniamo questo nostro dolore e la tristezza al Signore. E affidiamo a lui Simone».

Al termine della funzione, sono stati tanti i messaggi letti da amici, zii, cugini, dalle amate nonne: «Ci manchi Simone. Eri la nostra luce e il nostro sole, aiutaci a trovare la forza». Parole che bucano l’anima, al pensiero dello strazio provato da chi sa che non dovrebbe essere questo l’epilogo di una vita tanto giovane e nel pieno del vigore.

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Eco di Bergamo L'ultimo saluto a Simone
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