L’università lascia la sede, via Cavallotti va al Comune

L’ateneo ha acquisito gli spazi che erano del Politecnico - L’obiettivo ora è mettere le aule a disposizione del Conservatorio

L’università lascia la sede, via Cavallotti va al Comune
In viale Cavallotti l’Insubria occupa una decina di aule
(Foto di butti)

Il Senato accademico dell’Università dell’Insubria ha votato a favore della dismissione dell’edificio di viale Cavallotti, una delle prime sedi in città dell’ateneo comasco e varesino. A questo punto, attraverso un verbale di consegna, lo stabile ritornerà nelle mani del Comune.

La decisione, già paventata circa 12 mesi fa, arriva dopo i passi avanti compiuti dall’università nell’acquisizione degli spazi lasciati vuoti dal Politecnico nel compendio di via Valleggio e via Castelnuovo. Ma, ed è questo l’auspicio dell’amministrazione, l’edificio potrebbe risolvere i problemi atavici del Conservatorio, costretto a rifiutare un centinaio d’iscrizioni l’anno per l’assenza di aule.

Quattro anni

La soluzione arriva al termine di un percorso lungo quattro anni (non privo di interruzioni). «È stata una collaborazione proficua fra tutti gli enti, cominciata peraltro tempo fa – commenta il sindaco Mario Landriscina – una volta riconsegnato, sarà possibile metterlo a disposizione del Conservatorio. Sono contento di come, sotto il profilo degli studi superiori, la città stia diventando sempre più attrattiva».

Fra i fautori della consegna delle aule di viale Cavallotti al Conservatorio c’è anche Luca Levrini , presidente della Fondazione Volta: «Lo stabile – aggiunge – insieme con l’auditorium Musa, può davvero diventare la casa della musica di Como. In primis per il Conservatorio, ma anche per altre realtà culturali e formative». Sono una decina le aule presenti nel compendio di viale Cavallotti, cui va aggiunta quella d’informatica.

Deciderà la nuova giunta

Visti i tempi, l’ultimo step e la decisione finale toccherà alla nuova giunta. Sul tema, il dialogo fra Insubria e Conservatorio comincia nell’autunno del 2018, con la mediazione di Landriscina e Levrini. All’inizio, anche su volontà del rettore Angelo Tagliabue , la decisione sembrava orientata attorno ad alcune aule presenti a Sant’Abbondio, sebbene inizialmente si puntasse proprio su viale Cavallotti.

A causa anche dei dissidi fra Tagliabue e il prorettore Serra Capizzano, il percorso si è interrotto per diverso tempo, tanto da sollevare le proteste del presidente del Conservatorio Enzo Fiano . Lo stesso Fiano, durante un incontro organizzato dalla lista Como Comune, aveva toccato proprio la questione degli spazi, sottolineando come, ogni anno, l’istituto di via Cadorna fosse costretto a rinunciare a oltre cento studenti.

Se non si verificherà un cambio di rotta, l’ente sarà costretto, stando alle parole del suo presidente, a lasciare, almeno in parte, Como. Ora, la decisione degli organi dell’ateneo potrebbe essere un primo passo per una risoluzione del problema.

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