Mussolini benemerito  Lite in consiglio a Lurago d’Erba
Il monumento ai Caduti in centro a Lurago d’Erba

Mussolini benemerito

Lite in consiglio a Lurago d’Erba

Spaccatura sulla revoca della cittadinanza onoraria, la minoranza leghista e il centrodestra si sono astenuti - Magni: «Nessuno sapeva del duce e dormivamo tranquilli lo stesso». Il sindaco: «Inaccettabile banalizzazione»

Lite accesa in consiglio comunale sulla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Una singolar tenzone tra il sindaco, Federico Bassani, esponente Pd e alla guida di una maggioranza civica di area, che ha voluto questo provvedimento, e Cristian Magni, leghista, alla guida della minoranza di area centrodestra.

La figura del duce e la storia del Ventennio ancora animano e dividono con il consiglio comunale che alla fine si è spaccato: la minoranza (esclusa Pamela Sansone) si è astenuta sulla revoca della cittadinanza, al termine di un confronto serrato e con l’annuncio da parte di Sabrina Consonni, altro membro della minoranza, di voto contrario alla revoca. Scelta su cui ha poi fatto un passo indietro prima del voto finale.

Nel pubblico, a sottolineare l’importanza del momento, anche i vertici Anpi di Como. Lurago riconobbe la cittadinanza all’allora presidente del consiglio Benito Mussolini il 24 maggio 1924, sei giorni prima della denuncia di Giacomo Matteotti alla Camera dei Deputati, quando prese la parola per denunciare violenze e intimidazioni che il fascismo aveva perpetrato nelle precedenti elezioni del 6 aprile. Discorso che poi gli costò la vita. Nel momento in cui il regime nascente era in difficoltà, l’allora commissario prefettizio a Lurago, Gianbattista Intraina, decise di conferire la cittadinanza onoraria.

Una vicenda che ai più ovviamente non era nota e che ora emerge: il Comune ha infatti deciso di aderire alla campagna, sostenuta da Anci, per conferire la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, nel centenario della traslazione delle spoglie all’Altare della Patria. Scandagliando gli archivi è emersa anche questa cittadinanza scomoda.

L’articolo completo su La Provincia di oggi, 1 agosto


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