Nuova stretta, chiudono tutte le scuole
Da domani il Comasco arancio rinforzato

Ordinanza del presidente della Regione: restano aperti solo i nidi. Stop alle seconde case, mascherine chirurgiche (no tessuto) sui trasporti pubblici

Nuova stretta in provincia di Como con il presidente della Regione Attilio Fontana che ha deciso di adottare per tutti i Comuni comaschi (oltre che in 48 Comuni tra Pavia, Mantova, Cremona e Milano) ulteriori misure per cercare di evitare una crescita esponenziale dei contagi.

Fontana parla di «situazione epidemiologica che presenta le condizioni di un rapido peggioramento». Si tratta della cosiddetta zona arancione rafforzato” che porterà, a partire da domani la chiusura di tutte le scuole. Unica eccezione: i nidi.

Questo significa che a non andare in classe saranno i piccoli della scuola dell’infanzia, ma anche gli alunni delle elementari e medie, oltre a quelli delle superiori e delle università (sono sospesi anche i laboratori). Lezioni a distanza per tutti o chiusura, quindi.

Nessuno in classe

Nel dettaglio l’ordinanza prevede «la sospensione della didattica in presenza nelle istituzioni scolastiche primarie e secondarie di primo grado e secondo grado, nelle istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado, negli Istituti tecnici superiori e nei percorsi di istruzione e formazione Tecnica Superiore nonché sospensione delle scuole dell’infanzia». Sospese anche, in tutte le scuole, le attività di laboratorio mentre «resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali»

Le nuove disposizioni, che resteranno in vigore per una settimana, fino a mercoledì 10 marzo compreso, (con possibilità di proroga) includono anche il divieto di spostarsi nelle seconde case (anche chi risiede altrove e ha una seconda casa in provincia di Como non può raggiungerla) e prevedono l’obbligo, per chi utilizza i mezzi pubblici, di indossare la mascherina chirurgica (o superiori, come le Ffp2 ovviamente). Vietate, insomma, quelle cosiddette “di comunità” in tessuto o altri materiali. Testualmente l’ordinanza prevede che «è fatto obbligo di indossare mascherine chirurgiche o altri dispositivi di protezione delle vie respiratorie diversi dalle mascherine di comunità sui mezzi di trasporto pubblici circolanti nel territorio della Provincia di Como».

Per quanto riguarda gli spostamenti, invece, restano in vigore le regole della zona arancione: liberi all’interno del proprio Comune, mentre per uscire dal territorio comunale è necessario avere un motivo di salute, necessità e urgenza da autocertificare. Salva la deroga per i piccoli Comuni con meno di 5mila abitanti: ci si può spostare nel raggio di 30 chilometri, ma con esclusione dei capoluoghi. Stesse regole della zona arancione anche per le visite a parenti e amici: una sola volta al giorno massimo in due all’interno del Comune.

Restano invece aperti i negozi, con le limitazioni nei festivi e prefestivi nei centri commerciali. Bar e ristoranti solo per asporto e consegne a domicilio

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