Odissea paratie. Gli hotel a Lucini: «Ridateci il lago»
Una veduta aerea del secondo lotto del cantiere per le paratie, quello che da piazza Cavour porta fino a piazza Sant’Agostino (Foto by foto pozzoni)

Odissea paratie. Gli hotel a Lucini:
«Ridateci il lago»

Lunedì si riunisce il tavolo della competitività. «Convocazione urgente per trovare una soluzione»

Lunedì mattina alle 9 il sindaco Mario Lucini sarà al tavolo della competitività (che i principali esponenti economici, politici, culturali e istituzionali), convocato in via straordinaria dopo la bocciatura arrivata dall’Anticorruzione sulla variante al progetto delle paratie, quella voluta dal primo cittadino e che avrebbe dovuto sbloccare i lavori.

Gli albergatori alzano una voce e chiedono una cosa sola: di riavere il lungolago. «Mi fidavo e mi fido di Lucini - dice Andrea Camesasca, responsabile del Turismo nella giunta della Camera di Commercio - però abbiamo bisogno che piazza Cavour sia tra le più belle d’Europa, che i giardini siano sistemati. A nome degli albergatori non posso che dire esattamente quello che chiedevamo prima: vogliamo un lungolago fruibile, bisogna uscire da queste pastoie». Poi aggiunge: « Non mi metto a capire dove si è sbagliato, ma sinceramente non se ne può più. Questa situazione va risolta». Anche Camesasca rileva, pur abitando a Merone: «Penso che Mario Lucini abbia vinto le elezioni in virtù delle sue competenze specifiche. Il primo problema per il comaschi era quello delle paratie, il secondo la Ticosa. Il suo background professionale è stato un plus rispetto ad altri contendenti. Non ci aspettavamo la bacchetta magica, ma la risoluzione veloce del problema. Penso ai miei colleghi rivieraschi, almeno un turista al giorno chiede a cosa serve quel cantiere. Abbiamo la biglietteria della Navigazione provvisoria con la gente in coda al sole e senza bagni, non è più accettabile. La fascia a lago va riqualificata, ma in fretta e con determinazione a prescindere dalle beghe giudiziarie. Siamo stati a discutere per un anno se mettere o non mettere l’opera di Libeskind, grande come un francobollo, ma la cartolina attorno è quella che è. Ai turisti piace comunque, ma non si può andare avanti così».

A convocare il tavolo della competitività la coordinatrice Annarita Polacchini: «La situazione - dice - è alquanto complessa come è emerso e per questo il sindaco farà una esposizione dello stato dell’arte. Visto il momento è un aggiornamento dovuto, anche perché dopo le elezioni aveva sottoposto il tema paratie al tavolo». Dal mondo dell’impresa Lucini incassa l’appoggio di Graziano Brenna: «Lasciamolo lavorare e vediamo se veramente ha la possibilità di andare avanti. Lucini paga lo scotto per errori provocati da altri. Del resto non vedo altre alternative se non andare avanti».


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