Opere razionaliste  «Como ha un tesoro  ma non lo valorizza»
La Casa del Fascio è il monumento simbolo della Como razionalista

Opere razionaliste

«Como ha un tesoro

ma non lo valorizza»

Dalla Casa del fascio al Monumento ai Caduti «I turisti ora ammirano solo la Como del Cinquecento ma dovrebbero fare la fila per i palazzi del Novecento»

Il razionalismo è pop, tra pochi anni i palazzi di Terragni e di Cattaneo saranno più apprezzati dei monumenti medioevali. L’architettura made in Como è per tutti, non è un patrimonio confinato al solo mondo degli addetti ai lavori. Almeno questa è la tesi uscita ieri mattina dal Novocomum a margine della tavola rotonda organizzata all’interno dell’open day del razionalismo.

«Il razionalismo non soltanto è popolare, è centrale – sostiene Lorenzo Degli Esposti, già curatore del Padiglione Architettura di Expo 2015 Belle Arti e docente di progettazione al Politecnico di Milano e all’Università degli Studi di Genova – un archistar come Peter Eisenman continua ad accompagnare a Como i suoi studenti di Yale per conoscere Terragni e Cattaneo, l’evoluzione dell’architettura dal dopo guerra ha posto al centro il razionalismo comasco in tutto il mondo. E non è un interesse per soli accademici perché questo patrimonio è già storia. Il normale turista oggi visita le grandi eredità del cinquecento, del seicento, ma a breve farà la fila per ammirare i palazzi del novecento, l’apertura straordinaria del monumento dei caduti di venerdì lo dimostra».

Decine e decine di cittadini volevano salire anche solo per apprezzare il panorama, mentre gli studenti del Volta proponevano un reading e quelli del Setificio facevano da ciceroni. «Occorre sempre rivolgersi a target diversi – commenta Giovanni Vanossi, architetto consigliere provinciale e sindaco di Merone – con prodotti popolari e momenti per cultori. Per esempio la tavola rotonda di ieri, più tecnica e l’apertura del monumento dei caduti, un bene prezioso che si dovrebbe poter visitare più spesso, non solo la domenica. Como deve capire che è una delle capitali dell’architettura moderna, in Giappone le riviste di settore mettono in copertina la Casa del fascio. Certo al momento è la sede della Guardia di finanza, un errore commesso in passato, ma per esempio grazie all’ordine degli architetti il Novocomum è stato restituito alla città. Un passo alla volta faremo tutto». Alla conferenza di ieri mattina hanno partecipato anche l’assessore alla cultura di Como Luigi Cavadini e tre architetti promettenti che hanno recepito nei loro lavori la lezione razionalista, Camillo Botticini, Enrico Molteni e Gianmatteo Romegialli.

Presente anche Michele Pierpaoli, il presidente dell’ordine degli architetti di Como, che spiegava come il razionalismo, anche dovesse interessare solo e soltanto gli addetti ai lavori, è una immensa calamita per Como: gli architetti in Italia sono 150mila e in Europa oltre 500mila. «Certo, infatti il razionalismo è vivo, non è da celebrare in maniera storicistica, antica – suggerisce Ebe Gianotti, altra stimata architetta comasca presente ieri alla tavola rotonda – tutti possono avvicinarsi e apprezzare questo patrimonio, basta avere curiosità, la vera molla della cultura». .

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