Orari di ingresso, scuole in ordine sparso  E Roma manda le mascherine sbagliate
La maggior parte delle scuole superiori ha scelto di non aprire ieri ma di attendere mercoledì

Orari di ingresso, scuole in ordine sparso

E Roma manda le mascherine sbagliate

Superiori, da domani in presenza il 50% dei ragazzi. Giovio e Volta: si entra alle 8 - In altri istituti due turni. Via Sinigaglia, genitori costretti a comprare dispositivi adatti ai bimbi

Almeno 12mila studenti lariani iscritti alle superiori torneranno in classe domani. In città, circa 5mila. Gli istituti riapriranno un po’ in ordine sparso, c’è chi si è organizzato su due turni e chi su uno solo.

Il Giovio, il Volta e il Ciceri, per esempio, riporteranno il 50% dei propri alunni in classe e tutti con ingresso alle 8.

«Ricominciamo da dove avevamo interrotto a fine ottobre – spiega il preside del Ciceri Vincenzo Iaia – poi, stiamo a vedere come si evolve la situazione e capiremo se e come passare al 75%. Abbiamo scelto l’unico turno alle 8 rifacendoci alla decisione presa il 22 dicembre dopo i tavoli convocati in Prefettura. In quegli incontri, è stato spiegato come il sistema di trasporto pubblico fosse in grado di portare a scuola, alle 8, anche con l’attuale limite della capienza, la metà degli studenti. Ovviamente, qualora aumentassimo la percentuale in presenza, un gruppo entrerà alle 10». Il dirigente chiede attenzione e prudenza massima: «L’idea di ritornare in classe – aggiunge – credo faccia piacere ai nostri studenti». Alla Magistri, invece, si è optato per lo scaglionamento, con un’ora e 40 minuti di distanza fra i due turni: il primo alle 8 e il secondo alle 9,40. «Abbiamo optato inizialmente per il 50% - precisa la preside Laura Rebuzzini – credo sia assolutamente positivo riavere i ragazzi in classe: aspettavamo questo momento». Il primo periodo servirà per capire al meglio il funzionamento dello schema adottato, anche se ovviamente il punto più critico riguarda i trasporti. «Se non ci saranno problemi e i dati saranno buoni, penseremo a incrementare la presenza – continua - La speranza è che questa situazione duri: nella scuola serve programmare e non si può cambiare ogni settimana».

Alla Da Vinci Ripamonti si entrerà alle 8.10 e alle 9.50. Nel primo caso, i ragazzi termineranno alle 13.20 (sei ore di lezione) o alle 14.10, mentre nel secondo usciranno alle 15. «Riporteremo quasi il 75 % - spiega la preside Gaetana Filosa – abbiamo deciso così poiché non abbiamo problemi di capienza o distanziamento. Inoltre, ci piacerebbe tenere a scuola un po’ di più chi sta frequentando l’ultimo anno».

Al Casnati hanno organizzato gli studenti soprattutto su due turni, alle 8.30 e alle 10.10, aggiungendo un ulteriore orario d’ingresso alle 9.20 per una piccola percentuale di ragazzi.

Intanto, negli istituti comprensivi si fanno i conti con alcuni problemi legati alle mascherine inviate da Roma. In particolare alle elementari di via Sinigaglia i genitori hanno dovuto fare una colletta, spendendo anche 30 euro a famiglia, per comprare dispositivi adeguati per i propri figli. Le mascherine messe a disposizione dal Miur e indossate obbligatoriamente dai bambini appena entrati a scuola, infatti, erano strettissime, tanto da schiacciare il naso dei più grandicelli. Non proprio il massimo, visto che vanno portate sempre durante la lezione. Diversi alunni di quarta e quinta hanno accusato giramenti di testa durante le lezioni, segni sul viso e irritazioni non indifferenti. Così, autotassandosi, le mamme e i papà ne hanno acquistate altre, di un modello più adatto, e in quantitativi tali da arrivare alla primavera, risolvendo di tasca loro il problema.


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