Pasqua, pasticcio sulla fiera
Il Comune pronto a ripensarci

Dopo le proteste l’amministrazione convoca i commercianti - Butti: «Non ho paura di tornare su scelte già fatte, ma i paletti sono tanti»

Pasqua, pasticcio sulla fiera Il Comune pronto a ripensarci
Per i comaschi è da sempre una tradizione, sospesa dal 2020

Como

A fine gennaio la giunta aveva deciso di far saltare per il terzo anno consecutivo la fiera di Pasqua, a pochi giorni di distanza invece l’amministrazione è già pronta a fare dietrofront.

Mercoledì sera l’assessore al Commercio e all’Urbanistica a sorpresa Marco Butti ha informato il consiglio comunale sulla tradizionale fiera comasca. «Abbiamo indetto una riunione settimana prossima – ha spiegato l’assessore – con le associazioni di categoria del territorio che hanno coinvolto il sindaco per fare il punto sull’appuntamento rimandato. Premesso che non ho paura e timore a tornare su scelte già effettuate, ritengo che questa riunione sia estremamente importante, indipendente da scenari della pandemia e da una possibile e tanto auspicata cessazione dello stato d’emergenza».

La fiera non è tanto ostacolata dai contagi ormai in calo, ma dal regolamento sulla sicurezza e il controllo degli accessi. «Dobbiamo capire che margini di manovra ci sono all’interno del regolamento del 2005 – ha detto ancora Butti - che delimita paletti e regole per la fiera del Giovedì santo, verificando con le associazioni di categoria quali accorgimenti ci sono da prendere sulla sicurezza e il controllo. Temi che vanno, come detto, garantiti indipendentemente dagli scenari pandemici».

Il sindaco Mario Landriscina solo pochi giorni fa aveva spiegato che la fiera non si sarebbe fatta perché le regole sono più rigorose rispetto a quelle in vigore per un normale mercato, occorre controllare gli accessi e gli spazi ed il Comune da solo non ha le forze per attuare tutte queste misure.

Dunque diverse associazioni avevano chiesto a gran voce all’amministrazione di tornare sulle decisioni già prese e aprire uno spiraglio sulla prossima edizione della fiera di Pasqua. «Questa manifestazione appartiene al patrimonio popolare della cittadinanza comasca – così si era espressa Confesercenti Como - e gli operatori hanno il sacrosanto diritto di potere svolgere la loro professione e presentare e vendere i loro prodotti. Da due anni i nostri operatori aspettano legittimamente di poter lavorare». Ecco dunque la riunione fissata settimana prossima.

Al netto della possibile marcia indietro comunque il perimetro per lo svolgimento della manifestazione pasquale per Butti resta stretto.

Dai banchi dell’opposizione il consigliere Gabriele Guarisco del Pd ha proposto di allargare l’area su cui si svolge la fiera per evitare assembramenti, guardando magari alla città murata, a piazza San Fedele e a piazza Volta o ai giardini di largo Tokamachi. Sul tema l’assessore Butti si è detto aperto ad accogliere proposte per distribuire diversamente i posteggi per gli operatori.

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