Patria, un hotel galleggiante  Con otto cabine di lusso
Il Piroscafo Patria è da tempo attraccato a Villa Olmo e per poter navigare ha bisogno di lavori importanti

Patria, un hotel galleggiante

Con otto cabine di lusso

Il progetto dei privati per utilizzare il piroscafo. Eventi e crociere di più giorni alla scoperta del lago

Un albergo galleggiante di lusso con otto cabine e due saloni. Sarà questa la nuova vita del piroscafo Patria, varato nel 1926 e uno dei pochissimi mezzi a vapore esistenti che, nella sua lunga vita, ne ha viste davvero tante. Nessuna modifica strutturale esterna visto che i posti letto verranno ricavati nella “pancia” del battello attraccato a Villa Olmo.

L’amministrazione provinciale nei mesi scorsi aveva bandito una gara per l’affidamento del piroscafo per 12 anni ad un importo complessivo di 300mila euro (25mila euro l’anno). Non solo, però. Il Patria non potrebbe comunque tornare a navigare. «Il certificato di classe è sospeso -era chiaramente scritto nel bando - essendo necessario procedere ad interventi di manutenzione straordinaria e a revisioni periodiche che la Provincia non ha potuto assicurare ed il cui onere graverà sull’operatore che sarà individuato quale concessionario. Il piroscafo può navigare – fino all’esecuzione dei lavori di manutenzione – esclusivamente in modalità assistita (a traino)».

Il progetto presentato (l’unico arrivato a Villa Saporiti alla scadenza dei termini di fine ottobre) è quello della società Lake of Como Steamship Company Snc, realtà imprenditoriale costituita da Giorgio Porta ed Enrico Guggiari, rispettivamente presidente e vice presidente dell’Aeroclub Como. La commissione tecnica di Villa Saporiti, presieduta dal dirigente Matteo Accardi, ha ultimato tutte le procedure e sono in corso di trasmissione le richieste al Segretariato regionale dei beni culturali (che dovrà esprimersi sulla compatibilità della proposta con i vincoli a cui è sottoposto il piroscafo) e alla Soprintendenza (che dovrà, invece, valutare i dettagli dei lavori ipotizzati). I tempi previsti per ottenere le risposte e le eventuali prescrizioni saranno tra i quattro e i sei mesi. Dal momento del via libera la società ha stimato in sette mesi la tempistica per rimettere il Patria in condizioni di navigare. Questo significa che il piroscafo non sarà pronto per la prossima stagione come albergo, ma potrebbe invece essere utilizzato per qualche evento dal prossimo autunno. Fondamentale, in ogni caso, è il responso che arriverà da Milano poiché modifiche radicali potrebbero non garantire la sostenibilità finanziaria dell’operazione.

Ad ogni modo il progetto prevede la trasformazione del piroscafo in un albergo galleggiante di lusso tra marzo e fine settembre con crociere tra i 5 e i 7 giorni, ovviamente modificabili a seconda delle richieste, visto che il pacchetto è rivolto a un target alto. Si tratterebbe di un’offerta turistica senza precedenti in Italia, che ripropone invece l’idea dell’Orient Express, il treno di lusso che percorre la Transiberiana e degli alberghi galleggianti sul Danubio. Si tratta di un’operazione che prevede investimenti di circa 2 milioni di euro (dalla manutenzione obbligatoria e molto costosa per mantenere la classe di navigazione, agli arredi interni e alla gestione).

Nel periodo di “fermo”, invece, ci sarà la possibilità, in accordo con l’amministrazione provinciale, di utilizzare il piroscafo per eventi con finalità culturali e ricreative. La definizione delle modalità e dei tempi verrà definita solo dopo aver avuto la certezza che il progetto è effettivamente realizzabile tenendo anche conto delle indicazioni che arriveranno dalla Soprintendenza.


© RIPRODUZIONE RISERVATA