Pedemontana, il sollecito è una beffa  Arriva tre anni dopo il transito
L’assenza di caselli sta creando molte difficoltà agli automobilisti

Pedemontana, il sollecito è una beffa

Arriva tre anni dopo il transito

La società sta inviando richieste di pagamento per passaggi risalenti al 2016

Poco tempo per saldare il debito e la minaccia di decurtare punti patente

Una lettera dal sapore di beffa. È quella che si sono visti recapitare negli ultimi giorni diversi comaschi da Pedemontana. La società che ha realizzato il primo lotto della tangenziale di Como (lungo appena 2,4 chilometri), quello di Varese e il tratto tra Lentate e il raccordo con la A8, ha inviato una serie di lettere con allegate richieste di pagamento per passaggi mai saldati nei quindici giorni concessi.

Tutto regolare? Non proprio, visto che a creare perplessità tra chi ha ricevuto le lettere sono i tempi a cui si riferiscono le infrazioni contestate. Vecchie di qualcosa come tre anni. Il 2016. C’è chi si vede richiedere il pedaggio per passaggi relativi al febbraio del 2016 e chi a giugno dello stesso anno senza aver mai ricevuto alcunché in passato.La comunicazione, tra l’altro, è stata inviata per posta ordinaria nelle scorse settimane. «Ho ricevuto la busta venerdì scorso - racconta un lettore - e mi chiedono di pagare entro il 27 giugno. Al costo del pedaggio, tra l’altro, vengono aggiunti oltre 3 euro di spese per la pratica. Ma come è possibile contestare un mancato pagamento tre anni dopo?». È proprio la tempistica ad avere creato stupore, senza contare che il bollettino postale, insieme con l’elenco delle modalità per mettersi in regola, è contenuto in una busta inviata come posta ordinaria e, quindi, senza alcuna garanzia per Pedemontana che sia stata effettivamente ricevuta. Nei fogli allegati la società fa presente che, in caso di mancato pagamento del sollecito, procederà con il recupero crediti che comprende, tra l’altro, una multa con la decurtazione dei punti patente nonostante l’apposita convenzione con la Polizia stradale sia stata sottoscritta nel 2018, due anni dopo le presunte infrazioni. Chi, del resto, a distanza di tre anni, può ricordare con certezza se è effettivamente passato sulla Pedemontana senza aver versato il corrispettivo economico? Qualcuno ha anche provato a rivolgersi al servizio clienti, ma si è dovuto arrendere di fronte al numero di persone in attesa. Mai meno di venti. Un’eternità.

L’assenza di caselli sull’autostrada Pedemontana avrebbe dovuto essere una grande rivoluzione per gli automobilisti, ma in realtà le difficoltà per il pagamento si stanno rivelando più complicate del previsto. Ad aprile erano arrivate diverse segnalazioni di problemi nei pagamenti per i possessori di Telepass per mancate letture del passaggio per disservizi tecnici o per ulteriori cause. E anche in tutti questi casi, pur per pedaggi di pochi centesimi, ci si è visti applicare la commissione di 3,50. Nello stesso mese Pedemontana aveva comunicato il rischio di vedersi recapitare due identiche lettere di sollecito con scadenza di pagamento il 19 aprile a causa di un problema tecnico.

Impossibile, per ora, quantificare quanti sono i nuovi solleciti in arrivo, ma soprattutto da chiarire ci saranno gli aspetti legati alla tempistica così lunga di recapito. Tre anni non sono proprio poco.


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