Per il dormitorio sulla carta ci sono 20 sì  Ma in consiglio il voto rimane incerto
Como giacigli senzatetto sotto i portici di San Francesco (Foto by Andrea Butti)

Per il dormitorio sulla carta ci sono 20 sì

Ma in consiglio il voto rimane incerto

Questa sera si potrebbe votare la mozione - Il rischio però è di rinviare tutto a dopo la pausa estiva

Un voto per capire chi sta dalla parte di chi e chi vuole fare che cosa: la mozione di Patrizia Maesani, prima firmataria della proposta che chiede di istituire un dormitorio permanente in città per i senzatetto, è un discrimine politico che taglia in due trasversalmente il consiglio comunale, spaccando tanto la maggioranza quanto le minoranze e, tra le file di queste, persino i cofirmatari proponenti la stessa mozione.

È il caso di Bruno Magatti, che non vuole accogliere l’emendamento proposto da Fratelli d’Italia, formazione pronta a sostenere la mozione a condizione però che siano istituite regole precise su accessi e registrazioni al dormitorio. Una eventualità della quale Magatti, lista Civitas, che culturalmente affonda le proprie radici nell’area dell’impegno cattolico di sinistra, non vuole nemmeno sentire parlare.

Comunque da oggi fino alla sospensione dei lavori per la pausa agostana, ogni seduta a palazzo Cernezzi è buona per mettere ai voti la proposta. Con l’avvertenza però che la questione non è considerata prioritaria, stando almeno al regolamento del consiglio: trattandosi di una mozione, viene messa in coda alle sedute già convocate per la ricapitalizzazione di Villa Erba (questa sera) e per gli assestamenti di bilancio (il 25 e il 29 luglio). Né finora, dai capigruppo si è levata una voce per chiedere una seduta appositamente dedicata al dormitorio.

Bisognerà ritagliare uno spazio al termine di ogni incontro. Oltre a stasera, il consiglio tornerà quindi a riunirsi anche giovedì e lunedì prossimo. Per queste ultime due sedute la priorità tocca all’assestamento di bilancio, che va approvato per legge entro luglio.

Il dormitorio deve per forza di cose seguire, nella speranza che Villa Erba e i conti non rubino troppo tempo. Se dibattiti e relative votazioni termineranno entro un’ora accettabile, la mozione verrà affrontata. Altrimenti si rinvierà tutto letteralmente alla calende greche, vale a dire alla ripresa dopo la pausa estiva, a metà settembre.

Sulla carta, la mozione ha tutti i numeri per essere approvata. Prima di tutto perché è stata controfirmata da una vasta platea di consiglieri: Stefano Fanetti, Patrizia Lissi e Gabriele Guarisco (Pd), Barbara Minghetti, Maurizio Traglio e Vittorio Nessi (Svolta civica), Luca Biondi, Elena Canova e Davide Gervasoni (Forza Italia), Bruno Magatti (Civitas), e Fabio Aleotti (M5S). A cui si aggiunge Ada Mantovani, gruppo misto, che ha proposto un emendamento, ampiamente condiviso, per coinvolgere soggetti terzi nella individuazione dell’immobile da destinare a dormitorio.

E poi ci sono i quattro consiglieri di Fratelli d’Italia, Lorenzo Cantaluppi, Sergio De Santis, Antonella Patera e Matteo Ferretti, a cui si aggiunge Antonio Tufano, gruppo misto. In tutto venti voti. Ma proprio questi ultimi cinque potrebbero essere vanificati se Magatti, cofirmatario del testo originale, terrà fede alla promessa di non accogliere il loro emendamento, che chiede di registrare tutti gli accessi alla struttura. Una eventualità che farebbe venire meno i voti necessari per l’approvazione del testo.

Insomma, al momento niente è scontato, compresa la posizione della lista civica Insieme per Landriscina, guidata da Franco Brenna, che ancora non ha assunto una posizione in merito alla mozione.


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