Politeama, ormai si arrendono tutti   Il Conservatorio: «Meglio abbatterlo»
Il cineteatro Politeama: il progressivo degrado ne sta compromettendo il recupero

Politeama, ormai si arrendono tutti

Il Conservatorio: «Meglio abbatterlo»

Doveva ospitare nuovi spazi per il “Verdi”: «Ma ormai ci vorrebbero troppi soldi». Il presidente Fiano: «Non ci interessa più, purtroppo la partita è persa per noi e per la città»

Dopo decenni di sfascio il Comune rilancia un “progetto condiviso” per salvare il Politeama.

Il Conservatorio, che più di due anni fa aveva accettato di ristrutturare il vecchio cineteatro impegnandosi anche a trovare i finanziamenti, ormai non è più interessato. Dopo lunghe attese e con il possibile mandato di vendere l’edificio monetizzando al massimo, il Giuseppe Verdi era stato escluso dalla partita, pur non avendo mai formalizzato nulla. Adesso il Comune tramite il liquidatore e gli ordini professionali ha abbassato il valore del Politeama a 2 milioni e 234mila euro rispetto ai 5 chiesti nel 2011. Per riqualificare lo stabile, vincolato dalla Sovrintendenza ai beni architettonici all’uso culturale, servono però almeno 6,5 milioni di euro. Forse, più realisticamente, 8. L’intento del Comune dunque è aprire una consultazione pubblica a settembre facendo appello alla città, i Lions avranno un ruolo in prima fila per rastrellare energie e idee.

«Avevamo trovato i fondi per la ristrutturazione in cambio di un comodato – spiega il presidente del Conservatorio Enzo Fiano – ma ormai le condizioni dello stabile sono troppo miserevoli e il costo del restauro è troppo elevato. Non ci interessa. Purtroppo la partita è persa per noi ed è persa anche per la città». Per Fiano il Politeama è ormai da «abbattere».

Servono aule

Il Conservatorio cercava già cinque anni fa nuovi spazi per gli allievi e li cerca tutt’ora, nonostante la disponibilità del Comune. Quest’anno, spiega il direttore uscente Carlo Balzaretti, pronto al nuovo incarico a Gallarate, «su 390 domande d’ammissione è stato possibile accoglierne 140».

Ma più che un palcoscenico da ristrutturare servono aule, è più facile che il Conservatorio bussi alla porta di qualche vicina scuola. «È un problema che abbiamo da tanti anni – dice Vittorio Zago, vicedirettore candidato alle elezioni di settembre alla guida del Verdi – L’ipotesi del Politeama era affascinante, ci avevamo lavorato per un anno, c’era la possibilità di accedere a dei fondi. Ma ormai non è più percorribile, paradossalmente adesso ce ne vorrebbero ancor di più di risorse».

L’altro candidato alla direzione del Conservatorio, Bruno Dal Bon, non si esprime sul tema Politeama benché conosca la ferita della città da abitante e da docente.

Il Comune di Como detiene l’82% delle quote del Politeama, il resto è in mano ad alcuni privati. Anche questo è un nodo da sciogliere. Da almeno un anno il liquidatore annuncia l’arrivo di alcuni cartelloni pubblicitari sopra alle impalcature per finanziare dei lavori sulla copertura della palazzina, utili a scongiurare dei crolli, per i quali sarebbe arrivato il benestare della Soprintendenza.

I ragazzi

«Noi giovani del circolo Olmo avevamo cercato di fare la nostra parte – spiega Thomas Ganzetti, referente di un’associazione di ragazzi e ragazze di Como – lanciando appelli a enti e imprese per il rilancio del Politeama, con proiezioni ed eventi. Superato il Covid lo faremo di nuovo. Dopo vent’anni di abbandono le responsabilità del pubblico sono evidenti e con il passare del tempo il progetto di salvataggio diventa sempre più difficoltoso. Spero che il tavolo di lavoro che si aprirà a settembre non sia la solita iniziativa fumosa, ma abbia basi concrete per portare ad una soluzione».


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