Pratie, opposizioni all’attacco  «Il sindaco si dimetta»
Il sindaco Mario Lucini - qui con parte della giunta - sotto attacco della minoranza

Pratie, opposizioni all’attacco

«Il sindaco si dimetta»

Vicenda paratie. Critiche per le scelte della giunta. Sotto accusa i tre anni di fermo cantiere: «Spese inutili»

L’opposizione a Palazzo Cernezzi imputa soprattutto due cose al sindaco Mario Lucini: il fermo cantiere di tre anni e che costa all’amministrazione qualcosa come 9mila euro al giorno e il non aver azzerato tutto appena insediato se voleva fare un progetto diverso rispetto al passato. E c’è chi gli chiede un passo indietro.

«Se la sono cercata - dice Diego Peverelli, capogruppo della Lega Nord - e se avessero lasciando andare le cose con la perizia approvata da Bruni le cose, nel bene o nel mare, sarebbero state finite. Dopo tre anni siamo al palo di partenza senza nemmeno sapere cosa fare esattamente. Da primi della classe sono diventati gli ultimi prendenosi la bocciatura dell’Anac. Lucini è ottimista? Dica quello che vuole, tra 40 giorni vedremo. I risultati dicono altro e che si dovrà ripartire da capo. I costi sono passati con Lucini da 19 a 33 milioni e ancora i lavori sono fermi».

Il capogruppo di Forza Italia Sergio Gaddi dice senza giri di parole che «questa è la tomba di Lucini, generata dalla sua stessa arroganza». E aggiunge: «Già a suo tempo avevo fatto interrogazioni sulla cosiddetta variante Lucini, che mi sembra essere quella maggiormente contestata dall’Anac. Andare avanti mi sembra folle: come può pensare che l’Anac cambi idea dopo le sue controdeduzioni? Va anche detto che era informato di tutto da sempre come capogruppo dell’opposizione e che su questo ha vinto le elezioni. Dopo tre anni la situazione è peggiore. Siamo al punto di partenza e questo è drammatico».

«Lucini è un dilettante allo sbaraglio - tuona Alessandro Rapinese, capogruppo di Adesso Como - e stiamo assistendo alla naturale conseguenza del suo modo di amministrare. Ha sospeso senza una giusta causa i lavori con Sacaim e nel contempo, per evitare la seccatura del dover rispettare la legge, ha cercato di camuffare da variante un progetto nuovo di zecca. Il tutto facendo aumentare vertiginosamente i costi di un’opera che lui stesso riteneva inutile. Grazie a dio è arrivata l’AntiCorruzione. Lucini ha complicato i già seri problemi dei comaschi. Si dimetta».

Più soft il consigliere del Movimento 5 Stelle Luca Ceruti: «Il sindaco nel 2012 ha avuto il coraggio di fermarsi per fare delle verifiche e tenendosi la delega. Le controdeduzioni all’Anac non saranno sufficienti e il sindaco non sarà in grado di risolvere il problema. Bisognerebbe abbandonare questo progetto, anche se non è fattibile. Dopo sei mesi di verifiche avrebbe dovuto fare un nuovo bando, almeno avrebbe risparmiato 9mila euro al giorno per due anni». Dal canto suo Marco Butti (gruppo misto) dice: «Avevo dato massima disponibilità a Lucini, ma ha voluto fare di testa sua in particolare sul responsabile del procedimento e sulle consulenze suddivise. Cose che l’Anac rileva come il fermo cantiere. Ho chiesto che Lucini incontri il consiglio».


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