Profughi, 1.303 in provincia  Numeri quadruplicati dal 2014
La sede dei Salesiani in via Conciliazione, a Tavernola. Nel capoluogo sono ospitati 789 profughi (Foto by archivio)

Profughi, 1.303 in provincia

Numeri quadruplicati dal 2014

StranieriPolemiche per i «troppi» ospiti dei Salesiani di Tavernola - La Lega: «Concentrazione enorme». Il prefetto: «Situazione sotto controllo»

Sono 1303 i profughi ospitati sul nostro territorio. A dirlo sono i dati elaborati dal Carroccio. Nello specifico, 789 sono nella circoscrizione di Como, 75 sono in quella di Cantù, 104 in quella di Erba, 295 in quella di Olgiate Comasco e 40 nell’Alto Lago. Spesso, la gestione è affidata a cooperative, e nel corposo dossier compaiono appartamenti, spazi parrocchiali, ex conventi (per esempio, l’abbazia dell’Acquafredda in Tremezzina) ed ex caserme. I numeri sono aggiornati al 19 gennaio scorso e ricavati dalla commissione parlamentare d’inchiesta sull’accoglienza. Roberto Moscatelli, responsabile provinciale del dipartimento di sicurezza e immigrazione, ha presentato i dati, sottolineando come il Comasco sia il secondo in Lombardia nel rapporto tra migranti ospitati e popolazione: «Se andiamo a vedere il business dell’accoglienza in provincia - ha continuato Moscatelli - nell’ottobre 2014 c’erano 21 strutture e 330 migranti. Oggi i numeri sono quadruplicati». Secondo l’esponente politico padano, solo 5-10% scappa da una situazione di guerra «e dobbiamo aiutare – ha aggiunto - solo chi ha davvero bisogno».

Il segretario cittadino Alessandra Locatelli ha puntato il dito in particolare sull’istituto dei salesiani di Tavernola: «340 persone nella stessa struttura significa ghetto. Una concentrazione enorme per me di clandestini». A questo proposito, il parlamentare Nicola Molteni ha annunciato un’ispezione «per verificare il rispetto delle norme e i risultati saranno inviati alla commissione parlamentare d’inchiesta».

Secondo il parlamentare Nicola Molteni, a marzo c’è già l’80% in più degli arrivi. «L’Italia è fra i paesi che rimpatria meno. Sul territorio la responsabilità politica dell’invasione è del presidente Livio e del sindaco Mario Lucini». A questo proposito, sabato 9 aprile, nel primo pomeriggio, il Carroccio organizza proprio nella via un presidio. A proposito dell’accoglienza in provincia di Como, interpellato nel pomeriggio il prefetto Bruno Corda ha commentato: «É in linea con le altre realtà, ci possono essere sfasamenti temporali ma poi le situazioni si bilanciano e c’è un sistema di riequilibrio. È disciplinata a livello regionale e nazionale. C’è un Tavolo, di cui è coordinatore la Prefettura di Milano». E aggiunge: «In questo momento, non ci sono ipotesi di tendopoli in programma».

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