«Profughi, troppi segreti sull’accoglienza»
I rappresentanti di Fratelli d’Italia durante l’incontro pubblico di ieri a Tavernola

«Profughi, troppi segreti sull’accoglienza»

Centri inaccessibili e atti di gara con la coop coinvolta anche in mafia capitale definiti top secret. Il consigliere comunale Marco Butti: «Negata la visita al Salesianum di Tavernola. Quanti misteri su Prestino»

Gli atti di una gara pubblica per l’affidamento della gestione del centro di accoglienza immigrati a Prestino secretati dagli uffici comunali. L’ingresso al centro di Tavernola, dove si trovano 340 profughi, vietato da prefetto e ministero dell’Interno ai consiglieri comunali. Stessa sorte per il centro di via Sacco e Vanzetti. Tre episodi che, secondo gli esponenti comaschi di Fratelli d’Italia, sono spie di una «non corretta gestione» dell’emergenza profughi.

Una denuncia che arriva alla vigilia di quella che si preannunciano una primavera e un’estate calda sul fronte degli arrivi dei migranti in Italia. Tanto che i circa 1.800 posti messi a bando dalla Prefettura di Como - per un investimento complessivo di 18 milioni e mezzo in un solo anno - per l’accoglienza nella nostra provincia, rischiano anche di non essere sufficienti. E siccome di soldi pubblici si parla, ecco che il consigliere comunale Marco Butti chiede formalmente «più trasparenza».

Lo fa nel corso di un incontro pubblico, ieri mattina, nella sala del centro civico di via Conciliazione a Tavernola. A poche centinaia di metri dal centro dei salesiani, convertito poco meno di un anno fa in un centro di accoglienza dove sono ospitati 342 migranti.

«Negli scorsi mesi - spiega Butti - ho chiesto alla Prefettura, in qualità di consigliere comunale, la possibilità di visitare il centro per rendermi conto di quale sia la situazione e di come vengono utilizzati i soldi stanziati per l’accoglienza. La risposta è stata che la legge mi negava questa possibilità, ma che avrebbero chiesto una deroga al ministero. Nelle scorse settimane la risposta del ministero è stata ancora negativa. Eppure io ho so che altre persone non autorizzate hanno potuto fare ingresso nel centro e mi chiedo, allora, perché a un amministratore questa facoltà non è stata data».

Ancor più vibrante l’attacco su un altro centro di accoglienza, quello di via Sacco e Vanzetti a Sagnino, dato in gestione dal Comune di Como (dopo una gara vinta con una coop comasca) alla cooperativa Domus Caritatis, il cui vicepresidente era stato arrestato lo scorso anno nell’ambito dell’inchiesta su mafia capitale.

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