Quanta gente per Mr Fantasy  Pillole di storie e grande musica
Como 16° edizione di Parolario, Villa Olmo Carlo Massarini presenta Absolute beginners con Alessio Brunialti e Salvatore Amura (Foto by Carlo Pozzoni)

Quanta gente per Mr Fantasy

Pillole di storie e grande musica

Parolario, domenica serata straordinaria con Carlo Massarini ed Ezio Guaitamacchi

Dopo il grande successo dei Sulutumana che hanno interpretato Ivan Graziani con l’amico cantautore Alfredo Scogna, ricevendo i complimenti di Anna Graziani, moglie del compianto artista, ieri Parolario ha ospitato un’altra serata di musica ad alta qualità.

Non poteva essere altrimenti con due numi tutelari della critica rock nostrana: Carlo Massarini ed Ezio Guaitamacchi. Il primo ha presentato il suo ultimo libro, “Absolute beginners”. Il volume raccoglie le “pillole” di una storia raccontata canzone per canzone dal 1936 al 1969, dal blues arcaico di Robert Johnson ai primi vagiti del progressive, per l’omonimo programma di Virgin Radio. A 35 anni da quella storica trasmissione Rai, Massarini è sempre e per tutti “Mr. Fantasy” e ha richiamato un pubblico numerosissimo.

Guaitamacchi non è da meno, ma la sua veste, in questo caso, non era quella di abilissimo divulgatore e narratore, ma quella di altrettanto versatile chitarrista, assieme alla bellissima voce di Brunella Boschetti. Con la “action painting” di Carlo Montana, che ha realizzato bellissimi ritratti in diretta, e con le proiezioni storiche di Filippo Guaitamacchi hanno interpretato “David Bowie, l’uomo delle stelle”. E con loro un ospite d’eccezione: Andrea Chimenti. A cavallo tra gli anni Ottanta e i primi Novanta era la voce dei Moda (“Senza accento finale”, precisa sempre ironico), storica new wave band toscana, fortemente influenzata dal “Duca bianco”. Interpretazioni da brivido per una serata condotta da Alessio Brunialti.

Ieri pomeriggio al Grumello invece l’atteso incontro con Dario Cresto-Dina. Il vicedirettore di Repubblica, intervistato da Edoardo Ceriani capo della redazione sportiva de La Provincia, ha parlato di tennis ma non solo. Già perché il suo “Sei chiodi storti” (quello che Adriano Panatta portava sempre con sé per scaramanzia) è sì il racconto di un’impresa epica e irripetibile qual è stata, nel 1976, la conquista della Coppa Davis ma è anche un affresco del Paese in un anno chiave della prima repubblica.


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