Rapinese contro Mantovani        «Se vai con i partiti, dimettiti»
Ada Mantovani e Alessandro Rapinese insieme nel 2017

Rapinese contro Mantovani

«Se vai con i partiti, dimettiti»

Il candidato civico attacca la collega, contattata più volte da Minghetti

La replica: «Liquidata da Alessandro in 5 minuti, ad ora nulla è stato deciso»

È scontro a distanza tra Alessandro Rapinese (candidato sindaco alle prossime elezioni di primavera inoltrata) e il suo ex braccio destro Ada Mantovani , che aveva lasciato il gruppo civico nel maggio del 2019 dopo una clamorosa spaccatura sulla necessità di istituire un dormitorio permanente in città (favorevole Mantovani, assolutamente contrario Rapinese).

Che Mantovani, la più votata tra tutti i consiglieri comunali (esclusi, ovviamente, i candidati sindaco) con 770 preferenze, sia corteggiatissima già da mesi non è un mistero. Come non lo è il fatto che abbia avuto qualche incontro con Barbara Minghetti , consigliere di Svolta Civica e candidato sindaco anche del Pd alle prossime elezioni.

E da qui l’attacco sferrato da Rapinese via Facebook. Premette che il loro percorso insieme «si è concluso e che siamo persone libere» e poi aggiunge: «Mi giungono informazioni circa una tua imminente candidatura in coalizione con quelle brutte bestie dei partiti. La notizia, se confermata, sarebbe per me un duro colpo».

Stoccate sul passato

Poi ricorda i trascorsi in An di Mantovani «(prima di unirti a me, nel mio progetto di liberazione di Como dai partiti, arrivavi da due candidature con Allenza Nazionale a sostegno di Bruni, in lista con Pettignano») evidenziando che credeva «che l’unirti al mio progetto fosse la conseguenza dell’aver toccato con mano la portata malefica di quelle organizzazioni e ti fossi convertita al civismo puro e sincero come solo la lista Rapinese sindaco è». Poi la richiesta di un passo indietro dal consiglio: «Non so se la voce che mi è giunta sia vera, spero di no, ma se lo fosse, apprezzerei se, una volta confermata, ti dimettessi dal consiglio comunale. Te lo chiederei per un semplice motivo: dei 7308 elettori che alle ultime elezioni hanno messo la croce sul simbolo Rapinese sindaco, e che ti hanno consentito di essere attualmente in consiglio comunale (siede nel gruppo misto dal maggio 2019, ndr), sono certo che nessuno volesse essere rappresentato da politici che, una volta eletti, si mettessero a flirtare con chi la nostra Como l’ha conciata da buttare via». Lo stesso Rapinese in un post scriptum spiega anche che a subentrarle sarebbe Michele Cappelletti .

«Triste che ricorra a Facebook»

La replica di Mantovani non si è fatta attendere e parla innanzitutto di «dispiacere di carattere personale» poiché, spiega, «Alessandro Rapinese è tra le prime persone a cui ho parlato dell’interessamento di Barbara Minghetti ad una mia candidatura nella lista civica “Svolta civica” e delle valutazioni che, in totale trasparenza, stavo facendo». E ancora: «Mi fa tristezza che debba ricorrere a Facebook per esprimere i suoi intendimenti anziché parlarmene personalmente, tanto più che nulla ho ancora deciso e che dovevo anche a lui una risposta». Poi la stoccata: «Del resto non devo dimenticare che in 5 minuti mi ha “liquidato” dalla sua lista per la questione dormitorio. Detto questo, non si preoccupi, assumerò ogni opportuna decisione, indipendentemente dai suoi consigli».


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