Residenza negata  Per il Comune  è un caso politico
L’ufficio anagrafe del Comune di Como

Residenza negata

Per il Comune

è un caso politico

Palazzo Cernezzi ha opposto un nuovo diniego nonostante l’ordinanza del Tribunale. L’avvocato: «Inspiegabile»

Il Tribunale ordina al Comune di iscrivere il cittadino nigeriano nell’anagrafe dei residenti, ma ieri mattina, quando l’uomo si è presentato con i documenti e l’ordinanza del giudice, gli impiegati gli hanno opposto un nuovo diniego. «Inspiegabilmente - dice il suo avvocato Antonio Lamarucciola - Ho saputo poi che ne hanno parlato in giunta sindaco e assessori, e mi sembra assurdo creare un caso politico per una questione meramente amministrativa».

In municipio gli impiegati hanno spiegato all’uomo che hanno ordine di attendere prima di prendere qualsiasi decisione. «Il mio assistito, accompagnato dalla mia collaboratrice di studio, ha chiesto allora di essere ricevuto dal responsabile dell’ufficio legale, per chiedere spiegazioni, ma è stato rimbalzato. Informalmente ci è stato detto che avendo il Comune 15 giorni di tempo, può attendere lo scadere di tale termine e che comunque potrebbe sempre presentare reclamo avverso l’ordinanza del Tribunale. Ma un eventuale reclamo non sospende l’efficacia del provvedimento. E poi non c’è spazio per discrezionalità: quando l’interessato si presenta, gli si deve dare subito ciò di cui ha diritto. Peraltro ha urgenza per convertire la patente svizzera, attualmente va al lavoro in taxi, e la settimana prossima avrà un colloquio di lavoro, e dovrà presentarsi per forza con il certificato di residenza. Altrimenti lo perde. Questa vicenda mi riempie di amarezza - conclude il legale - Non capisco la ragione di questa opposizione di fronte a un padre di famiglia che ha bisogno di un semplice documento, di cui ha pienamente diritto, per lavorare».


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