Salvini e il cartello con la pistola  «Non istigo,  tutelo i cittadini»
Il cartello affisso fuori da una casa in via Prudenziana a Como

Salvini e il cartello con la pistola

«Non istigo, tutelo i cittadini»

Il ministro dell’Interno ribatte al sociologo Magatti che aveva denunciato il messaggio ai ladri : «Legittima difesa per chi reagisce ai malviventi. Grazie anche a uscite come le sue il Pd rischia l’estinzione»

Como

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini respinge al mittente le parole del sociologo comasco Mauro Magatti, che aveva denunciato l’esposizione, da parte di un residente in via Prudenziana, di un cartello rivolto ai ladri con disegnata una pistola. Parla di «legittima difesa» e di «tutela dei cittadini che reagiscono ai malviventi» e respinge l’idea del «più pistole ai cittadini». L’episodio nel quartiere comasco, dove già in passato (nel 2015 per la precisione) era stato affisso un altro “avviso” con l’immagine di una pistola dopo il verificarsi di alcuni furti nella zona.

Magatti, nel pubblicare sul suo profilo Twitter la foto del messaggio ai ladri appeso da un suo vicino di casa, aveva citato direttamente il ministro dicendo che «Salvini fa scuola» e che «chi prende la parola nella sfera pubblica deve sapere che ha un ruolo e una responsabilità, quello che dice risuona nelle menti delle persone in modo molto forte. Si continua a gridare che siamo invasi da stranieri e delinquenti, così si genera una percezione distorta della realtà». Non a caso il sociologo aveva voluto sottolineare che l’episodio è avvenuto «nella tranquilla Como, zona residenziale».

E il ministro nel rispondergli non risparmia l’attacco al docente universitario: «Il sociologo renziano Magatti mi accusa di volere armare gli italiani e di distorcere la realtà. Ovviamente è falso: l’obiettivo mio e della Lega non è dare più pistole ai cittadini, bensì rafforzare la legittima difesa per tutelare chi reagisce ai malviventi». E aggiunge: «È anche grazie a uscite come quelle di Magatti che il Pd rischia l’estinzione, ma magari anche la crisi del suo amico Renzi “è una percezione distorta della realtà”».

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