San Donnino, venduto l’ex carcere   Costa 1,2 milioni ma cade a pezzi
L’ex carcere di San Donnino in via Giovio (Foto by butti)

San Donnino, venduto l’ex carcere

Costa 1,2 milioni ma cade a pezzi

Al quarto tentativo lo stabile è stato acquistato da Veryta Hub ma ancora non si conosce la sua nuova destinazione d’uso

Al quarto tentativo è stato venduto all’asta dalla Agenzia del demanio lo storico ex carcere di San Donnino, in via Giovio. Ad aggiudicarselo la società Veryta Hub srl con sede in via Manzoni a Como (presso uno studio di commercialisti) per un importo di un milione 777mila euro. La base d’asta (superficie lora di 2500 mq) era pari a un milione e 45mila euro e la cauzione superiore a 100mila.

L’immobile, vale la pena sottolinearlo, è da ristrutturare (la perizia definisce «pessimo» il suo stato) completamente essendo chiuso e abbandonato da decenni. Il restauro, a prescindere dalla destinazione d’uso, dovrà essere di tipo conservativo essendo un compendio vincolato. Su quello che diventerà San Donnino, al momento non ci sono certezze. C’è un’ipotetica destinazione degli spazi a vocazione artistica, ma dalla nuova proprietà al momento non si sbilanciano anche perché, fanno sapere, l’iter burocratico per l’acquisizione dello stabile è ancora lungo. Come detto si tratta, almeno negli ultimi anni, del quarto tentativo da parte dell’Agenzia del demanio di vendere l’edificio.

La descrizione dello stabile fatta dalla perizia del Demanio parla di «immobile di interesse artistico, storico e archeologico risalente al XIX secolo. Ex edificio carcerario che mantiene le caratteristiche tipiche di una casa di detenzione d’epoca. Il fabbricato è composto da due corpi pressoché cubici, di tre e quattro piani, collegati da un’ala di minor profondità, a tre piani, che affaccia ad ovest con un portico al piano terra con logge superiori ad archi ribassati (attualmente chiusi da serramenti metallici e vetri) impostati su larghi pilastri». Un edificio che, per le sue caratteristiche, «dà un’impressione di potenza, solidità e impenetrabilità consona alla sua destinazione d’uso originaria e in sintonia con ulteriori esempi di architettura militari del periodo».

E ancora: «Le celle e gli ambienti di servizio, distribuiti regolarmente nei tre corpi di fabbrica e serviti da corridoi, sono coperti da strutture a volte e in alcuni casi rilevano tracce di decorazioni pittoriche, seppur di semplice disegno». L’ex edificio carcerario, dismesso nel 1985 quando i detenuti vennero trasferiti al Bassone, è stato realizzato alla metà del diciannovesimo secolo.

Il primo tentativo di vendita risale al 2016 quando la gara era andata deserta e, nel 2018, lo stesso. Poi era stato fatto un tentativo nell’autunno del 2020 e, adesso, l’asta scaduta due giorni fa e, questa volta, con un vincitore. Ora bisognerà capire tempi di acquisizione effettiva e, a seguire, il progetto di recupero che non sarà certo breve visto che, come detto, si tratta di un immobile sottoposto a vincolo.


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