Sanità, il “lago” tagliato in due  Tutti contro la riforma di Maroni
L’ingresso dell’ospedale di Menaggio

Sanità, il “lago” tagliato in due

Tutti contro la riforma di Maroni

Previsti incontri con i sindaci del territorio, coordinati dal presidente della Provincia: si comincerà il 2 febbraio a Menaggio

La riforma sanitaria approvata in agosto dalla Regione ed entrata in vigore l’1 gennaio 2016 continua a far discutere nei paesi del lago. Tutti i Comuni del Medio e Alto Lario, oltre che quelli della Valle Intelvi, sono stati infatti accorpati alla neonata azienda sanitaria di montagna che ha la propria sede a Sondrio. Addio Asl di Como e passaggio sotto la direzione valtellinese. Una decisione che ha scatenato le proteste perché la Provincia di Como viene in pratica dimezzata e che potrebbe avere delle ripercussioni anche sul futuro dell’ospedale di Menaggio.

Quasi tutti i Comuni - con l’eccezione di due piccoli centri - hanno manifestato contrarietà all’operazione, sconfessando di fatto il parere dei loro sindaci che in un primo momento avevano accettato i contenuti della riforma. Anche i politici sono concordi nel ritenere uno sbaglio questo smembramento. Annunciando una serie di incontri con i sindaci del lago, il presidente della Provincia Maria Rita Livio, spiega in una nota che «la fantasiosa proposta del Presidente Maroni di suddividere il territorio della Lombardia in 8 cantoni con conseguente smembramento a brandelli della nostra provincia ha riportato alla ribalta anche la suddivisione e la rottura dell’unita provinciale in seguito alla riforma del sistema sanitario regionale. Aderire alla suddivisione delle ATS che vede parte del nostro territorio passare con Sondrio non è stata, a mio giudizio, una scelta positiva, come avevo già avuto modo di dire tra l’altro anche ai colleghi Sindaci che ci hanno creduto. È stato introdotto un elemento di divisione pericoloso che potrebbe costituire un precedente, e ne abbiamo oggi la dimostrazione con la proposta dei cantoni così prefigurati. Vedo ora con piacere che anche nell’ambito del Centro-Destra c’è chi ci sta ripensando, dopo che qualcuno si era molto speso per convincere i Sindaci della bontà della proposta».

La prima riunione è in programma presso il municipio di Menaggio martedì 2 febbraio e stati invitati a partecipare anche gli amministratori della Val Cavargna e del Porlezzese, oltre agli amministratori dell’Alto Lago. Ne seguirà una seconda, nella stessa settimana, per il resto dei comuni della sponda occidentale e della Valle d’Intelvi, e via a seguire, per il Triangolo Lariano, il Marianese, il Canturino, etc.

Anche Mauro Guerra, sindaco di Tremezzina e parlamentare del Partito Democratico, ha molti dubbi su queste riforma. «Il nostro territorio è da sempre legato a Como, capoluogo di provincia, e oserei dire che il rapporto con la realtà ospedaliera comasca era talmente consolidato e ben funzionante da rappresentare un patrimonio - ha spiegato in una intervista al nostro giornale - Il cambiamento genera inevitabili incertezze, soprattutto per via del fatto che siamo stati costretti a lasciare qualcosa che ben funzionava». E aggiunge: «Il presidente della Regione, Maroni ha detto chiaramente che dopo un periodo sperimentale si sarebbero tratte le opportune conclusioni, lasciando intendere, insomma, che dinanzi a un rapporto benefici/criticità sfavorevole ai primi, non si escluderebbe la possibilità di un passo indietro. Fra qualche mese faremo già un primo bilancio generale in relazione a tutti i servizi sanitari del territorio, per cominciare a capire in che direzione stiamo andando».

In attesa, invece, gli operatori che non hanno ancora ben chiaro che cosa cambierà nel panorama socio sanitario dei paesi dell’alto lago. Il presidente della neonata azienda di montagna assicura dal canto suo che sono in corso incontri per varare una serie di convenzioni con il Sant’Anna in modo da evitare qualsiasi ricaduta per i cittadini.


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