Sant’Abbondio, i cuochi  dicono addio alla fiera  Il Comune farà un bando
Folla per i piatti della tradizione a Sant’Abbondio

Sant’Abbondio, i cuochi

dicono addio alla fiera

Il Comune farà un bando

Dopo vent’anni, non ci sarà più l’associazione degli chef di Como

Dopo vent’anni, alla Fiera di Sant’Abbondio non ci sarà più l’associazione cuochi di Como.

Nel documento unico di programmazione di recente approvato dal consiglio comunale c’è un passaggio che riguarda la tradizionale fiera organizzata in occasione della festa del patrono. «Viste le crescenti difficoltà – si legge – sia del Comune che dei privati promotori di far fronte agli adempimenti per assicurare il corretto e sicuro svolgimento degli intrattenimenti, si valuterà una differente gestione individuando un operatore economico tramite procedura ad evidenza per curare almeno l’aspetto della ristorazione tipica e del mercatino artigianale ed enogastronomico». Quindi il cuore della fiera. L’intenzione dell’amministrazione , si legge sempre nel documento, è salvaguardare il format della fiera. «Noi cuciniamo per la fiera da vent’anni - ricorda Cesare Chessorti, presidente onorario dell’associazione cuochi di Como – Siamo stati informati dall’amministrazione comunale circa i problemi di gestione della fiera. Sappiamo che hanno intenzione di procedere con un avviso di manifestazione di interesse per cercare un nuovo gestore che organizzi tutto, non solo la ristorazione ma anche i mercatini. Noi non abbiamo ancora sciolto la riserva. Certo come associazione non so nemmeno se abbiamo le credenziali per partecipare a una sorta di bando. Ma soprattutto non so se abbiamo ancora le energie per impegnarci un altro anno. Siamo sempre più vecchi e la disponibilità dei cuochi e dei volontari è sempre più scarsa». Mancano energie giovani e forze fresche.

«Durante l’ultima edizione abbiamo avuto dei problemi legati alla sicurezza – spiega Sergio Mauri, storico vice presidente dei cuochi comaschi – ci sono nuove normative molto più stringenti. È vero però che la difficoltà maggiore è legata all’età, il nostro gruppo è formato ormai solo da pensionati. Di sicuro sarebbe un enorme peccato per Como perdere la fiera di Sant’Abbondio. Forse serve un’organizzazione diversa».

All’insegna del rinnovo e del rilancio della mostra zootecnica lo scorso anno per il patrono di Como a ridosso delle mura della città sono stati organizzati degli stand e delle iniziative da parte della Coldiretti. «La nostra vocazione è raccontare l’agricoltura e l’allevamento del territorio – dice Raffaello Betti, direttore della Coldiretti di Como e Lecco – l’anno scorso il Comune ci ha chiesto di collaborare all’organizzazione della fiera e noi abbiamo teso la mano. Abbiamo portato sotto le mura gli animali e i prodotti tipici del Lario. Restiamo a disposizione, non siamo però interessati a ottenere l’intera organizzazione di Sant’Abbondio».


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