Scandalo paratie   Maroni si sveglia  «Ghe pensi mi»
Il cantiere è fermo da tre anni e dieci mesi

Scandalo paratie

Maroni si sveglia

«Ghe pensi mi»

La Regione estromette il Comune: «A noi i lavori». Dal presidente tante promesse, nulla su tempi e progetto

La Regione si prende le paratie. La giunta, riunita ieri mattina a Palazzo Lombardia, ha deciso - su proposta del presidente Roberto Maroni - di revocare al Comune il compito di realizzare le opere antiesondazione. Il ruolo di stazione appaltante passa alla società Infrastrutture Lombarde. A quasi nove anni dalla partenza dei lavori - anni caratterizzati da scandali e disastri di ogni tipo, con un intervento fermo dal 2012 e lasciato a metà - la Regione si riprende dunque l’opera che aveva voluto e finanziato all’epoca di Roberto Formigoni.

Maroni, dopo tre anni e mezzo senza alcuna novità positiva sul fronte del lungolago (è in carica da marzo 2013), ora promette: «Ghe pensi mi». Una mossa peraltro nell’aria, visto che la lite tra enti era salita di tono sfociando in una diffida inviata al Comune con quattro richieste da soddisfare entro dieci giorni, a partire dalla nomina del nuovo direttore lavori. Dal sindaco Mario Lucini non è arrivata la risposta auspicata - ha detto in sintesi Maroni dopo la giunta - e quindi ci facciamo carico noi dell’opera, come avevamo scritto nella diffida.

«L’intervento finora ha avuto qualche intoppo, diciamo così - queste le parole di Maroni in conferenza stampa - Abbiamo deciso di sbloccare la situazione con una delibera che ripristina le condizioni operative necessarie per la ripresa e la conclusione dei lavori. La delibera prevede tre punti: revoca al Comune del compito di soggetto attuatore dell’opera; attribuzione alla società Infrastrutture Lombarde delle funzioni di stazione appaltante; costituzione di una “unità di crisi” che presiederà e coordinerà le attività connesse all’intervento, con particolare riferimento ai rapporti con il territorio e le istituzioni».


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