Scioperano tutti i bidelli, scuola chiusa
Ad Albate 200 studenti restano fuori

La protesta Manca il numero minimo di collaboratori: i cancelli non aprono, tutti a casa. Nelle altre strutture della città l’adesione è stata molto bassa e i disagi ridotti al minimo

Scioperano tutti i bidelli, scuola chiusa Ad Albate 200 studenti restano fuori
La scuola media di Albate, in piazza IV Novembre
(Foto di butti)

Cancelli chiusi, ieri mattina, per gli studenti delle medie di Albate. Il motivo? La partecipazione cospicua allo sciopero nazionale da parte dei collaboratori scolastici. Così, mancando il numero minimo nelle aule e nei corridoi, il plesso non ha potuto aprire le proprie porte agli oltre 200 alunni (discorso diverso, ovviamente, per i docenti e il resto del personale scolastico).

Senza i collaboratori, le scuole non hanno il sufficiente livello di sicurezza per ospitare gli studenti. Le lezioni, ovviamente, riprenderanno regolarmente oggi.

Il preavviso alle famiglie

«Avevamo già avvisato i genitori del possibile disagio - spiega la preside dell’istituto comprensivo Como Albate Lucia Chiara Vitale – Scioperare è un diritto e lo rispetto. Devo dire che, in tre anni, non mi era mai capitata una situazione così: ciò vuol dire che non succede di frequente e che i dipendenti, di conseguenza, non ne approfittano».

La protesta, proclamata a livello nazionale per tutto il giorno, è stata sottoscritta da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams e Anief ed era rivolta a tutti i lavoratori «in servizio nelle istituzioni scolastiche ed educative italiane».

In città, la partecipazione è stata generalmente bassa. «Non abbiamo avuto alcun tipo di disagio – spiega la preside dell’istituto comprensivo Como Prestino Simona Convenga – la percentuale era vicinissima allo zero: hanno aderito solo due dipendenti». Nessuno scioperante, per esempio, a “Como Borgovico”, mentre a Como Lago si è astenuta dal lavoro solo un’insegnante della materna. Stesso numero di aderenti anche a Como Centro: come fanno sapere dall’istituto comprensivo, «non ci sono stati disagi».

Alle superiori

I numeri sono stati leggermente più alti alle superiori, sebbene la quota sia sempre inferiore al cinque per cento.

Dal Giovio fanno sapere che la partecipazione è stata limitata a «pochissime persone, tutti docenti. Non ci sono stati problemi». Al Caio Plinio, si sono astenuti dal lavoro cinque insegnanti e un componente del personale Ata. Sulle stesse cifre la Da Vinci Ripamonti con scioperanti quattro docenti e un ata . Due lavoratori in protesta al Ciceri, mentre alla Magistri si è registrata una sola adesione.

Fra le richieste arrivate dai sindacati, ci sono « la revisione e l’adeguamento dei profili Ata» e anche per la «equiparazione retributiva del personale della scuola agli altri dipendenti statali di pari qualifica e titolo di studio». Ed ancora, nella piattaforma, viene rivendicata «la revisione degli attuali parametri di attribuzione degli organici alle scuole per il personale docente, educativo e Ata». Tra le richieste che hanno messo d’accordo le cinque sigle sindacali, anche quelle di «ridurre il numero di alunni per classe» e di «contenere la dimensione delle istituzioni scolastiche entro il limite di novecento alunni per scuola».

Dal palco della manifestazione nazionale di Roma, gli organizzatori hanno ribadito come quella di ieri fosse solo una tappa: «Se le cose non cambiano, noi continueremo la mobilitazione. È una promessa».

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