Scuole chiuse? È corsa   a proporsi come baby sitter
Università dell’Insubria: il docente fa lezione in un’aula vuota, gli studenti sono collegati via web (Foto by butti)

Scuole chiuse? È corsa

a proporsi come baby sitter

Tanti gli annunci sui siti per curare i bambini

Tariffe su 8-9 euro all’ora: «Non alla portata di tutti»

Bambini a casa dalle lezioni: cresce l’esercito dei babysitter ai tempi del Coronavirus. A quelli che già svolgono questa professione, si sono aggiunti gli studenti, a loro volta con più tempo libero. Ma spesso i genitori non possono permetterseli e optano per una riorganizzazione familiare: o facendo i turni o affidandosi ai nonni.I siti di ricerca di babysitter si stanno arricchendo di offerte e anche i social network stanno registrando un netto incremento.

Miriana Coppola racconta: «Ho pensato che in questo periodo ci sia grande necessità, ho esperienza nel campo ma non lo faccio di professione. Sono una studentessa universitaria e mi guadagno da vivere lavorando in un ristorante – spiega ancora - A causa dell’emergenza l’università è chiusa e il lavoro in un luogo pubblico scarseggia».

Anche Noemi Colombo ha postato il suo annuncio sui social e lo motiva così: «Lavoro da sempre con i bambini in ambito sportivo e occasionalmente faccio da babysitter a cuginetti ed estranei». Per ora non c’è stato boom di risposte: « Perché molti genitori si sono ritrovati a dover stare a casa o a prendersi ferie alternate».

Silvia Rainoldi, imprenditrice e presidente della Delegazione Lago e Valli di Confartigianato Como, ha tre figlie piccole e ha dovuto organizzarsi anche ricorrendo a una babysitter. I nonni danno una mano, ma per tutti un conto è l’aiuto occasionale di prima, un altro dover gestire i ragazzini a casa tutto il giorno.

«Siamo già in difficoltà per il lavoro, perché la situazione sul lago non è delle migliori – conferma – Due figlie vanno alle elementari, una alle medie. In questi tempi bui i nonni sono d’appoggio, ma abbiamo dovuto prendere anche una babysitter, perché i genitori non possono sostenere l’intera giornata». Un costo non indifferente, «anche perché prevedo che i tempi siano lunghi».

E un costo che crea preoccupazioni in molte famiglie. Sui siti il prezzo orario di un babysitter si aggira sugli 8-9 euro, ma occorre la sua presenza per un periodo più lungo del solito.

Tamara Burgia, anche lei artigiana, ha fatto un’altra scelta: «Non abbiamo nonni e zii che ci aiutano e dobbiamo arrangiarci. Babysitter? E come pagarle? Il lavoro è fermo. Allora ci alterniamo e poi io ho figli di età diverse e si curano a vicenda». Così il più grande è diventato l’angelo custode del piccolo, una prova di vita e responsabilità che lo arricchirà: «Con tanta pazienza gestisce il fratellino. La cosa più brutta è la mancanza di socializzazione. Prima era felice di stare a casa con i suoi giochi, ma adesso sta chiedendo di tornare a scuola con i suoi amici, gli mancano le maestre».

Per tante mamme lavoratrici la soluzione di un babysitter è troppo dispendiosa: i sindacati hanno anche ricordato la possibilità del congedo parentale straordinario.


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